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Rimbalzo dell’attività della malattia dopo la sospensione del trattamento con fingolimod

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Rimbalzo dell’attività della malattia dopo la sospensione del trattamento con fingolimod

Un fenomeno rilevato, in alcuni casi, a seguito della sospensione degli immunosoppressori, è quello del rimbalzo dell’attività della sclerosi multipla. Uno studio eseguito negli Stati Uniti ha definito frequenza e caratteristiche di tale fenomeno.

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Il rimbalzo, in inglese rebound, dell’attività di una malattia consiste in una rapida intensificazione di tale attività dopo la sospensione di un trattamento. Il concetto di rimbalzo indica che l’infiammazione e il danno, osservati dopo la sospensione della cura, raggiungono un’estensione e una gravità uguale o superiore a quella presente prima dell’inizio della cura stessa. L’uso di farmaci con un potente effetto nel sopprimere alcune funzioni del sistema immunitario e, di conseguenza, l’attività della sclerosi multipla, secondo alcuni esperti creerebbe il rischio che, alla sospensione di tali cure, si possa assistere a una ripresa rapida e intensa dei meccanismi di infiammazione che caratterizzano la malattia. Hatcher e colleghi hanno analizzato un gruppo di soggetti, trattati con fingolimod, per valutare la comparsa del rimbalzo della malattia e le caratteristiche di tale fenomeno. Sono state prese in esame le cartelle cliniche elettroniche di persone con sclerosi multipla, seguite nel centro dell’Università della California a San Francisco fra il gennaio 2014 e il dicembre 2015. Gli esiti delle risonanze magnetiche sono stati analizzati da specialisti della sclerosi multipla. La Sindrome da rimbalzo è stata definita come comparsa di nuovi gravi sintomi neurologici e di lesioni, rilevabili alla risonanza magnetica, più estese di quelle presenti prima dell’inizio della cura, in soggetti che avevano smesso di assumere fingolimod. Dei 46 malati che avevano concluso il trattamento con fingolimod, 5 (11%) hanno presentato una recidiva grave in un periodo compreso fra le 4 e le 16 settimane dalla fine della cura. Nonostante in precedenza questi soggetti, tutti con sclerosi multipla recidivante remittente, avessero avuto un andamento variabile della malattia, la recidiva osservata dopo la fine della terapia è stata di una gravità notevole e inaspettata e altrettanto gravi sono stati i quadri osservati con la risonanza magnetica. Le nuove lesioni, rilevate con questo esame, si sono mantenute per 3-6 mesi, nonostante la somministrazione di corticosteroidi e l’inizio di trattamenti diretti contro i linfociti B. Gli autori dell’articolo hanno cercato nella letteratura scientifica segnalazioni di casi tipo quelli da loro osservati, trovandone 11.

Nelle conclusioni si sottolinea che le evidenze raccolte indicherebbero un rischio clinicamente rilevante della comparsa di una Sindrome di rebound alla sospensione del fingolimod. Inoltre, si auspica la messa a punto di sequenze di cure che possano prevenire il rimbalzo dell’attività della malattia dopo l’interruzione degli immunosoppressori. Infine, si raccomanda la raccolta della maggiore quantità possibile di dati per comprendere se il rischio del rimbalzo sia reale e, in caso affermativo, per definirne la frequenza e per individuare eventuali fattori che ne favoriscono la comparsa.

Tommaso Sacco

Fonte: Rebound Syndrome in Patients With Multiple Sclerosis After Cessation of Fingolimod Treatment; JAMA Neurology, 2016 Jul 1;73(7):790-4.

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