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Pubblicato un caso di cecità transitoria da smartphone, scambiato per sclerosi multipla

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Pubblicato un caso di cecità transitoria da smartphone, scambiato per sclerosi multipla

Un articolo pubblicato di recente su una delle riviste di neurologia più prestigiose al mondo ha descritto il caso di una donna di mezz’età che ha riferito un episodio di perdita transitoria della vista in un occhio, dopo aver usato lo smartphone a letto, coricata su un fianco.

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La segnalazione di questo caso segue quella di altri due episodi simili, riportati nel 2016 in un articolo che ha avuto altrettanto risalto, in quanto pubblicato sul New England Journal of Medicine (Giornale di Medicina del New England), altro giornale di altissimo livello. In quel caso si era trattato di due donne di 22 e 40 anni, con perdita della vista in un occhio presentatosi dopo aver usato lo smartphone a letto. Nel riferire gli eventi occorsi nel caso più recente, gli autori segnalato che il soggetto ha ricevuto inizialmente un’errata diagnosi di sclerosi multipla e le è stata prescritta una terapia. Saraniya Sathiamoorthi e Dean Wingerchuk, gli autori dell’articolo, hanno dichiarato, alla pubblicazione in rete Medscape, che l’errata interpretazione dei sintomi della cecità transitoria da smartphone può comportare l’esecuzione di esami e la prescrizione di terapie non necessarie, specie se confusa con malattie dei vasi del cervello o con patologie infiammatorie. Dean Wingerchuk ha aggiunto che, con la diffusione sempre maggiore degli smartphone, casi come questo potrebbero diventare più frequenti e quindi è importante che i medici tengano presente il quadro chiedendo informazioni dettagliate su quando e come il problema di cecità si è manifestato. I sintomi della cecità transitoria da smartphone sarebbero provocati da una differenza di adattamento all’intensità della luce fra i due occhi.

Nell’ultimo caso pubblicato, gli episodi di cecità erano stati due, in una donna peraltro sana. Ambedue gli episodi si erano presentati dopo che il soggetto si era svegliato di prima mattina e, coricata sul lato sinistro, aveva usato lo smartphone per circa 10 -15 minuti. L’unica luce presente era quella dello schermo del dispositivo. Una volta in piedi, si era verificata una cecità dell’occhio destro della durata di circa 15 secondi. Non si era manifestato dolore e non si erano presentati altri sintomi neurologici né c’erano, nella storia del soggetto, malattie neurologiche. Gli esami relativi alla vista non hanno evidenziato alterazioni, mentre, alla risonanza magnetica, si sono osservate lesioni localizzate alla materia bianca di ambedue le parti del cervello. E’ verosimile che questo riscontro sia stato decisivo nel formulare la diagnosi di sclerosi multipla e nel prescrivere una terapia specifica. Al controllo eseguito dopo sei mesi, una nuova risonanza magnetica non ha dimostrato cambiamenti delle lesioni e, in base ad altri esami strumentali, è stata formulata la diagnosi di cecità transitoria da smartphone. Quanto alle lesioni rilevate con la risonanza magnetica, si è concluso che potessero essere conseguenza di danni ai piccoli vasi del cervello.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato l’importanza di applicare con attenzione i criteri standardizzati per la diagnosi della Sindrome Clinicamente Isolata e della sclerosi multipla recidivante remittente per prevenire errori di diagnosi in generale e, in particolare, per non confondere la cecità transitoria da smartphone con la sclerosi multipla.

Tommaso Sacco

Fonte: Medscape