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Proposta una revisione dei criteri di diagnosi di McDonald

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Proposta una revisione dei criteri di diagnosi di McDonald

In occasione del 7° Congresso congiunto di ECTRIMS e ACTRIMS, rispettivamente le Società Europea e quella Americana dedicate alla ricerca e alla cura della sclerosi multipla, è stata presentata una proposta di revisione dei criteri di diagnosi di McDonald, precedentemente aggiornati nel 2010.

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Un gruppo di 30 esperti ha passato in rivista i dati disponibili per procedere a una revisione dei criteri di diagnosi di McDonald, che vengono utilizzati dagli specialisti di tutto il mondo per confermare la presenza della Sindrome Clinicamente Isolata e delle forme più avanzate di sclerosi multipla. In occasione di una lettura dedicata a tale revisione, Jeffrey Cohen, di Cleveland (Stati Uniti), ha evidenziato le principali modifiche apportate all’edizione precedente.

  • In un soggetto con una tipica Sindrome Clinicamente Isolata, nel quale siano soddisfatti i criteri di disseminazione in diverse aree del cervello delle lesioni evidenziabili con la risonanza magnetica e nel quale non ci siano altre cause note delle evidenze cliniche, il rilievo di specifiche bande oligoclonali nel liquido cefalorachidiano permette di formulare diagnosi di sclerosi multipla, anche se non c’è quella che viene definita come “disseminazione nel tempo”. Questa consiste nella comparsa in momenti diversi di alterazioni osservate con la risonanza magnetica.
  • Un altro criterio modificato è quello che stabilisce che le lesioni osservate con la risonanza magnetica, che vadano a soddisfare i criteri di disseminazione nello spazio e nel tempo, possono essere accompagnate o meno da sintomi. Nella versione del 2010 dei criteri di McDonald le lesioni a carico del peduncolo cerebrale del midollo spinale non erano considerate per la definizione della disseminazione nello spazio e nel tempo. Una modifica, simile a quella appena citata, riguarda le lesioni localizzate nella corteccia cerebrale. Infatti, nella versione presentata al Congresso anche le alterazioni della corteccia, oltre a quelle presenti vicino alla corteccia, o iuxta-corticali, contribuiscono a definire la disseminazione nello spazio e nel tempo.
  • Dei criteri già presenti per la diagnosi della sclerosi multipla primariamente progressiva, gli unici che sono stati modificati sono quello che distinguevano fra lesioni associate a sintomi e quelle non sintomatiche e un altro che escludeva le lesioni alla corteccia.
  • Nella nuova versione delle Linee Guida si raccomanda, inoltre, di ricostruire con precisione, quando viene formulata la diagnosi, il decorso della malattia fino a quel momento. Seguendolo successivamente negli anni, si potranno rilevare eventuali cambiamenti nella sua evoluzione.

Fra gli effetti che avranno le modifiche apportate ai criteri di McDonald, ci sarà quello di rendere ancora più efficace e precoce la diagnosi. Inoltre, attribuendo maggiore peso alle lesioni non sintomatiche, si rinforza il concetto della malattia che progredisce anche quando non si manifesta e, per questo, va trattata con continuità.

Tommaso Sacco

Fonte: Medscape