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Prodromi della sclerosi multipla e fattori predisponenti

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Prodromi della sclerosi multipla e fattori predisponenti

Alcune relazioni del Congresso dell’ECTRIMS del 2020 sono state dedicate ai prodromi della sclerosi multipla e ai fattori che ne favoriscono lo sviluppo, relativi all’ambiente, alle abitudini di vita e all’eccesso di peso. Si riportano i contenuti salienti di tali sessioni.

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Helen Tremlett, dell’Università della Columbia Britannica (Canada), nella lettura magistrale che ha aperto il Congresso ha parlato dei prodromi della sclerosi multipla, vale a dire di quei segni e sintomi che di solito si manifestano prima che una malattia si sviluppi nella maniera più tipica. La relatrice è partita dalla considerazione che si è sempre pensato che la sclerosi multipla non avesse prodromi, come quelli che sono attribuiti ad esempio alla malattia di Parkinson. In realtà, secondo Helen Tremlett, i prodromi potrebbero esserci, ma si manifesterebbero così tanti anni prima della comparsa della malattia, da non essere posti in relazione con essa, né dai malati, né dai medici. D’altra parte, l’individuazione dei prodromi avrebbe implicazioni profonde per la prevenzione e il trattamento precoce. La relatrice ha quindi passato in rivista le conoscenze oggi disponibili sugli ipotetici prodromi della sclerosi multipla, auspicando che essi vengano definiti e associati ai fattori che favoriscono la comparsa della malattia.

Proprio ai fattori di rischio è stata dedicata un’intera sessione del Congresso. Ruth Ann Marrie, dell’Università di Manitoba (Canada), ha riportato le evidenze sempre più numerose che indicano che l’obesità e le componenti della Sindrome Metabolica sono tra i fattori predisponenti allo sviluppo della sclerosi multipla o a un peggioramento del suo andamento, una volta che si è presentata. I risultati degli studi eseguiti in questo campo hanno suggerito che l’obesità e i disturbi che si associano nella Sindrome Metabolica aumentano il ritardo e la diagnosi, la frequenza delle recidive, la progressione della disabilità, l’atrofia cerebrale e il rischio di decesso dei malati di sclerosi multipla. Inoltre, l’eccesso di peso può ridurre anche l’efficacia dei farmaci modificanti la malattia. La lettura successiva, di Anna Karin Hedstrom dell’Istituto Karolinska di Stoccolma (Svezia), ha ricordato i fattori di rischio più strettamente associati allo sviluppo della sclerosi multipla: infezione da virus di Epstein-Barr, ridotta esposizione al sole, ridotta concentrazione di vitamina D nel sangue, abitudine al fumo ed eccesso di peso in giovane età. Evidenze più recenti hanno indicato altri possibili fattori di rischio come: esposizione a solventi organici, fumo passivo, lavoro a turni, consumo abituale di alcol e alcune componenti della dieta. Varie combinazioni di vecchi e nuovi fattori di rischio interagirebbero con i geni del sistema HLA amplificando il rischio di ammalare di sclerosi multipla di soggetti che hanno già la predisposizione genetica. Kassandra Munger, della Scuola di Sanità Pubblica di Harvard a Boston (USA), ha approfondito la trattazione di alcuni fattori di rischio, come infezione da virus di Epstein-Barr e carenza di vitamina D. Dell’effetto predisponente alla sclerosi multipla, soprattutto di quella pediatrica, che hanno alcune sostanze che inquinano l’aria ha parlato Amin Ziaei, dell’Università di California San Francisco (USA). La relatrice ha riportato i risultati di una ricerca che ha indagato la relazione fra inquinamento da ozono e predisposizione genetica. I risultati hanno indicato che ai due livelli di concentrazione più elevati di ozono nell’aria corrispondeva un rischio più che doppio di sviluppo della sclerosi multipla (rapporto di rischio 2.35; intervallo di confidenza al 95% 1.57-3.51) e (rapporto di rischio 2.21; intervallo di confidenza al 95% 1.48-3.32), rispetto alla concentrazione più bassa di ozono. Anche il profilo genetico denominato DRB1*15, da solo, ha aumentato il rapporto di rischio 1.99 (intervallo di confidenza al 95% 1.43-2.78). Dalla combinazione di elevati livelli di ozono nell’aria con il profilo genetico di DRB1 è scaturito un eccesso di rischio, attribuibile proprio all’interazione fra i due fattori di rischio, di 2.74 (intervallo di confidenza al 95% 0.50-4.98) e di 2.43 (intervallo di confidenza al 95% 0.36-4.5) per le due concentrazioni più elevate del gas. Inoltre, il 60% del rischio di sviluppo di sclerosi multipla pediatrica nei bambini con profilo genetico del sistema HLA DRB1*15 è risultato attribuibile all’esposizione a elevate concentrazioni di ozono. L’ultima relazione della sessione è stata quella di Raffaello Bonacchi dell’Università Vita-Salute dell’Ospedale San Raffaele di Milano (Italia) e ha trattato l’argomento dei fattori di rischio cardiovascolare associati alle modificazioni dell’andamento clinico e dei riscontri degli esami strumentali della sclerosi multipla. I tradizionali fattori di rischio cardiovascolare, come fumo, ipertensione, dislipidemia e diabete sono stati associati anche a una riduzione significativa del volume normalizzato della materia grigia (p=0.01), del volume della materia bianca (p=0.03) e del volume del cervello (p=0.003). Non si è associato, invece, al volume delle lesioni T2 individuate con la risonanza magnetica (p=0.27). Fra i fattori di rischio cardiovascolari tradizionali, solo l’ipertensione si è associata alla riduzione del volume normalizzato della materia grigia e del volume del cervello dovuto all’atrofia. Nei malati di sclerosi multipla, la presenza di un fattore di rischio cardiovascolare rilevante si è correlato alla diminuzione del volume normalizzato di materia grigia (p=0.006), del volume della materia bianca (p=0.003), del volume del cervello (p<0.001) e ad un maggiore volume di lesioni T2 individuate con la risonanza magnetica (p=0.03). Nei volontari sani non si sono osservate differenze riguardo ai diversi fattori di rischio.

In conclusione, l’auspicio è che si riescano a individuare i prodromi della sclerosi multipla e li si possano correlare con il profilo di rischio di ciascun individuo, per attivare efficaci approcci di prevenzione e di cura.

Tommaso Sacco

Fonte: ECTRIMS