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Nutrizione e sclerosi multipla

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Nutrizione e sclerosi multipla

Due esperti italiani, Paolo Riccio e Rocco Rossano, hanno pubblicato una revisione a letteratura dedicata al rapporto fra nutrizione e sclerosi multipla. L’articolo passa in rassegna tutti gli aspetti più interessanti di tale rapporto e in questo aggiornamento, e nei successivi, si riporteranno i principali aspetti trattati.

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Gli autori introducono l’articolo segnalando che le possibili influenze dell’alimentazione e, più in generale, delle abitudini di vita, sull’andamento della sclerosi multipla, sono ancora molto dibattute, ma che nessuna evidenza associa un effetto curativo a cibi o ad abitudini particolari. Quello che Paolo Riccio e Rocco Rossano si propongono di dimostrare, riportando i risultati di vari studi, è che dieta e abitudini di vita possono peggiorare o migliorare sintomi della sclerosi multipla, sia nella forma recidivante remittente che in quella primaria progressiva, modulando l’attività dell’infiammazione. In termini generali, essi ritengono che, in base al tipo di cibo introdotto abitualmente e all’interazione fra questo e il microbiota, varino i meccanismi che alimentano i fenomeni infiammatori dell’organismo, fra i quali anche quelli che, nella sclerosi multipla, provocano i sintomi.

La sclerosi multipla si sviluppa per una complessa e non del tutto chiarita interazione fra presenza ed espressione di particolari geni e fattori relativi all’ambiente che si ripercuotono sull’individuo. Vari studi hanno suggerito che, a favorire lo sviluppo della malattia, possono essere alterazioni del metabolismo, infezioni provocate da virus, accumulo nell’organismo di metalli pesanti, fumo, obesità infantile, ridotti livelli di vitamina D o abitudini di vita inadeguate, fra le quali una dieta sbagliata. Fatta questa premessa Riccio e Rossano aggiungono che, se nessuno di questi fattori è in grado, di per sè, di provocare la malattia, è probabile che ne possa influenzare l’andamento. In particolare, i fattori legati alla nutrizione agirebbero attraverso due meccanismi: l’attivazione di processi di digestione che modificano la funzione di molte cellule, comprese quelle del sistema immunitario, e l’impatto delle componenti degli alimenti sul microbiota intestinale che, a sua volta, esercita profonde influenze sul sistema immunitario e sul metabolismo.

L’insieme di tutti questi meccanismi, in condizioni normali, alimenta circoli virtuosi, vale a dire processi concatenati gli uni agli altri con esiti positivi, che sono definiti eubiosi. Al contrario, si parla di disbiosi quando l’equilibrio del sistema si altera e ciò ha, come conseguenza, una modificazione del microbiota che stimola l’infiammazione. A volte è sufficiente che prevalgano alcuni tipi di cibo per innescare tali fenomeni.

Tommaso Sacco

Fonte: Nutrition Facts in Multiple Sclerosis. ASN Neuro 2015; January-February: 1–20

 

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