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Nutrizione e sclerosi multipla: fattori positivi

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Nutrizione e sclerosi multipla: fattori positivi

Questo aggiornamento, tratto dall’articolo di Paolo Riccio e Rocco Rossano, riguarda gli alimenti e le loro componenti ai quali si attribuiscono effetti positivi nella riduzione dell’infiammazione. Gli autori segnalano che, ad oggi, nessuna dieta e nessun elemento della nutrizione hanno dimostrato in maniera definitiva di prevenire la sclerosi multipla o modificarne in maniera significativa l’andamento, ma ritengono importante descrivere i fattori, legati all’alimentazione, che possono esercitare effetti positivi.

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Paolo Riccio e Rocco Rossano passano in rassegna le molecole alle quali è stato attribuito un effetto di contrasto dei meccanismi dell’infiammazione e delle infezioni provocate da batteri e da virus. In particolare citano la vitamina D, la vitamina A, gli acidi grassi definiti polinsaturi, i polifenoli (vedi di seguito), il selenio e il magnesio. La maggior parte di questi elementi, tranne gli acidi grassi polinsaturi, è dotata di effetti antiossidanti. Il motivo di usare antiossidanti, in malattie come la sclerosi multipla, è che i meccanismi dell’infiammazione che le caratterizzano determinano situazioni di importante stress ossidativo nelle quali gli antiossidanti hanno un ruolo determinante per eliminare i radicali liberi. A molti degli elementi sopra citati oggi si attribuiscono anche altri effetti che vanno al di là di quello antiossidante.

Alla vitamina D, ad esempio, è attribuito un ruolo di regolazione del sistema immunitario che potrebbe contribuire a ridurre l’intensità dell’infiammazione. Circa il suo impiego nella sclerosi multipla, ci sono presupposti di efficacia molto positivi, basati sul suo meccanismo d’azione, ma ad oggi mancano conferme cliniche definitive sugli effetti della sua somministrazione. La vitamina D viene prodotta dall’organismo grazie all’esposizione della pelle ai raggi del sole, ma le attuali abitudini di vita della popolazione in generale e, in particolare delle persone con sclerosi multipla che possono avere disabilità, ne riducono sensibilmente la produzione, rispetto al passato, quando la vita si svolgeva di più all’aria aperta. Per questo motivo molti autori consigliano di assumere vitamina D come supplemento della dieta. Quanto a vitamina C, vitamina E e carotenoidi (vitamina A), Riccio e Rossano riportano che la loro somministrazione a dosi elevate non ha dimostrato un’efficacia nel ridurre il rischio di comparsa della sclerosi multipla, ma aggiungono che l’effetto di contrasto dell’infiammazione di alcuni di essi non va sottovalutato.

Anche ai polifenoli, molecole presenti in verdura, cereali, legumi, spezie, erbe, frutti, tè, caffè e vino, sono stati attribuiti effetti di regolazione del sistema immunitario e di contrasto dell’infiammazione. Uno dei più famosi, fra queste molecole, è il resveratrolo. Fra i polifenoli si fanno rientrare molecole denominate flavonoidi, che si ritrovano nei cibi e nelle bevande sopra elencate, e altre definite non-flavonoidi. Un polifenolo non-flavonoide è la curcumina, molecola che ha suscitato grande attenzione negli ultimi anni e che, in alcune ricerche, si è dimostrata in grado di ridurre i fenomeni di infiammazione. Per avere un’idea di quanto complesse e difficili siano le ricerche sugli effetti curativi di queste molecole e anche di quanto sia difficile dimostrarli nella pratica clinica basta leggere quanto Riccio e Rossano scrivono a proposito del polifenolo non-flavonoide resveratrolo. Questa molecola, a basse dosi, sembra difendere le cellule dallo stress ossidativo e ad alte dosi ne provoca la morte. Inoltre, anche se per il resveratrolo sono stati dimostrati effetti protettivi sul tessuto nervoso, in modelli di laboratorio che simulano i meccanismi della sclerosi multipla, questa molecola ha peggiorato l’andamento dell’infiammazione. A questo proposito, gli autori citano anche esperienze personali che dimostrerebbero effetti positivi del resveratrolo sulle cellule nervose a concentrazioni molto basse ed effetti tossici se le concentrazioni sono elevate. Sempre secondo gli autori, esso protegge il tessuto nervoso dallo stress ossidativo anche a dosaggi alti.

Nell’articolo è dedicato ampio spazio anche agli acidi grassi polinsaturi, descrivendone gli effetti dimostrati, in prove di laboratorio, sui meccanismi dell’infiammazione. Anche riguardo a queste molecole, però, non ci sono dimostrazioni definitive di una loro efficacia clinica in termini di andamento della sclerosi multipla. Sempre a proposito di grassi, Riccio e Rossano non mancano di segnalare che fra gli oli vegetali quello di oliva andrebbe preferito per il miglior rapporto fra contenuto di grassi saturi e insaturi e per l’elevata concentrazione di polifenoli.

Un paragrafo dell’articolo è dedicato anche alla dieta mediterranea. Gli autori segnalano che l’ideale teorico di dieta mediterranea è ben diverso dall’alimentazione più diffusa oggi in paesi mediterranei come l’Italia, ma riportano le evidenze di efficacia ottenute con tale dieta sull’andamento dell’infiammazione e sulla mortalità relative a malattie di cuore e vasi. Non citano comunque studi che dimostrino effetti della dieta mediterranea sullo sviluppo o sull’andamento della sclerosi multipla.

Nelle loro conclusioni, Riccio e Rossano affermano che, ad oggi, nessuna particolare dieta ha dimostrato un effetto curativo della sclerosi multipla, ma aggiungono che la maggior parte delle persone affette da questa malattia cerca benefici dalla modificazione dell’alimentazione, senza parlarne con un medico. Citano uno studio recente nel quale informazioni sulle abitudini alimentari, raccolte con un questionario, sono state poste in relazione con benessere fisico e mentale di soggetti con sclerosi multipla. I risultati suggerirebbero che un’alimentazione sana favorisce una migliore qualità di vita e una maggiore efficienza fisica e mentale in questi soggetti. Si tratta però di un’evidenza limitata alla quale gli autori si augurano che possano seguire nuovi studi finalizzati a valutare, in maggior dettaglio, il ruolo che specifiche modifiche dell’alimentazione possono avere nel migliorare l’andamento della sclerosi multipla.

Tommaso Sacco

Fonte: Nutrition Facts in Multiple Sclerosis. ASN Neuro 2015; January-February: 1–20

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