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Novità sul microbiota intestinale e sclerosi multipla

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Novità sul microbiota intestinale e sclerosi multipla

Dal 23 al 25 febbraio 2017 si è tenuto il Congresso del Comitato Americano per il Trattamento e la Ricerca nella Sclerosi Multipla (in inglese Americas Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis: ACTRIMS). Un’intera sessione è stata dedicata ai rapporti fra microbiota e sclerosi multipla.

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La prima relazione della sessione ha introdotto l’argomento spiegando quali funzioni hanno i triliardi di microrganismi presenti nell’organismo umano: dall’assorbimento delle sostanze nutritizie, alla regolazione del metabolismo energetico, alla prevenzione delle malattie. In particolare, il microbiota dell’intestino stabilisce strette relazioni con la più grande popolazione di globuli bianchi presente nell’organismo e, da questo rapporto, possono dipendere prevenzione o sviluppo di infezioni e malattie autoimmuni. Irah King, nella sua relazione, è entrato poi nel dettaglio delle attuali conoscenze sui rapporti fra alterazioni del microbiota e sclerosi multipla e, in particolare, sulle prospettive che offre la ricerca nel definire gli effetti della flora batterica dell’intestino sulla progressione della malattia.

Howard Weiner ha parlato degli effetti dei probiotici sul microbiota e sulle malattie da esso influenzate. Ha riportato dati sperimentali relativi agli effetti di un probiotico, denominato VSL#3, in modelli animali di malattie come diabete, infiammazioni del colon e allergie. Ha aggiunto che lo stesso prodotto somministrato per bocca nell’uomo ha dimostrato effetti positivi in malattie come colite ulcerosa e Sindrome dell’intestino irritabile. Una speciale formulazione di VSL#3 è stata somministrata a malati di sclerosi multipla per due mesi, determinando una modificazione del microbiota e una riduzione dello stato infiammatorio, in termini di attivazione di cellule come i monociti. Alla sospensione del prodotto, si è rilevata una tendenza al ripristino di una maggiore attività infiammatoria, il che confermerebbe un possibile effetto positivo del VSL#3.

Helen Tremlett ha trattato, in particolare, la relazione fra microbiota e sclerosi multipla pediatrica. Ha ricordato che, fra i ruoli del microbiota, ci sono la sintesi delle vitamine e la modulazione del sistema immunitario. Poiché la sclerosi multipla è una malattia autoimmune che, fin dai primi anni di vita, risente di fattori ambientali, si può ipotizzare che il microbiota sia coinvolto nei complessi meccanismi che determinano gli effetti di tali fattori sullo sviluppo della malattia. A sostegno di questa ipotesi c’è l’evidenza secondo la quale stress, stagioni, esposizione al sole, livello di vitamina D nell’organismo e infezioni virali sono associati allo sviluppo e all’andamento della sclerosi multipla, ma hanno effetti anche sul microbiota.

Tommaso Sacco

Fonti: