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Miglioramenti innati della disabilità nella sclerosi multipla: un nuovo aspetto del decorso della malattia?

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Miglioramenti innati della disabilità nella sclerosi multipla: un nuovo aspetto del decorso della malattia?

Un gruppo di ricercatori canadesi ha analizzato l’evoluzione della disabilità, misurata con l‘EDSS, in oltre 5000 casi di sclerosi multipla. Ha rilevato che nella storia di alcuni di essi si sono verificati miglioramenti della disabilità non correlati al trattamento ed ha proposto di definire “innati” questi miglioramenti.

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Gli autori sono partiti dalla considerazione che, di recente, sono stati enfatizzati i risultati di alcune ricerche che hanno rilevato miglioramenti della disabilità in malati di sclerosi multipla curati con farmaci che modulano il funzionamento del sistema immunitario (immunomodulatori). D’altra parte, secondo Helen Tremlett e colleghi, non sono stati molti gli studi che hanno valutato possibili miglioramenti della disabilità spontanei, vale a dire non correlabili alle terapie effettuate. Per questo hanno analizzato l’archivio dei soggetti seguiti dall’Università della British Columbia (Columbia Inglese, uno stato del Canada) alla ricerca di miglioramenti della disabilità, in persone con sclerosi multipla non sottoposte a cure. Come variabile per valutare il livello di disabilità si è usato l’EDSS. L’EDSS, in inglese Expanded Disability Status Scale, traducibile in Scala Espansa dello Stato di Disabilità, è una sistema numerico per valutare la disabilità dei soggetti con sclerosi multipla, in base alla capacità di svolgere normali attività, come ad esempio il camminare. Nell’ambito dell’archivio di dati preso in considerazione, valutazioni ripetute per periodi di uno e due anni erano disponibili, rispettivamente, per 2961 e 2382 soggetti non trattati in quei periodi. Dei casi del primo gruppo, con dati raccolti su base annuale, il 14.9% aveva avuto un miglioramento di almeno mezzo punto (≥0.5) dell’EDSS,  l’8,3% di almeno un punto e il 2.2% di almeno 2 punti. Tali miglioramenti si sono mantenuti nella metà dei casi nei quali si sono presentati. Evidenze simili sono state raccolte nella casistica nella quale l’EDSS era stato seguito per due anni. Sono stati individuati anche fattori correlati ai miglioramenti: sesso femminile, età più giovane, minore durata della malattia, esordio in forma recidivante e precedenti episodi di peggioramento. Infine, si è osservato che i miglioramenti erano più frequenti in individui con una condizione di disabilità moderata, rispetto a quelli con disabilità lieve o grave.

I risultati di questa ricerca, che comunque dovranno essere confermati su altre casistiche, contengono un messaggio positivo: si possono verificare miglioramenti spontanei della disabilità nella sclerosi multipla. D’altra parte, la frequenza di tali miglioramenti riguarda purtroppo una piccola percentuale di persone con sclerosi multipla, quindi è verosimile che queste evidenze non cambieranno l’approccio clinico alla malattia. Piuttosto, come suggeriscono gli autori, se ne dovrà tenere conto nella pianificazione degli studi, per ottenere risultati più attendibili.

Tommaso Sacco

Fonti: Natural, innate improvements in multiple sclerosis disability; Multiple Sclerosis Journal, 2012 Oct;18(10):1412-21.

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