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Menarca, gravidanza e allattamento non modificano l’evoluzione a lungo termine della sclerosi multipla

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Menarca, gravidanza e allattamento non modificano l’evoluzione a lungo termine della sclerosi multipla

Gli specialisti della sclerosi multipla del Centro dell’Ospedale Vall d’Hebron di Barcellona hanno pubblicato un articolo nel quale si riportano dati relativi alla prognosi della sclerosi multipla in relazione a tre passaggi chiave della vita e della fisiologia femminili: menarca, gravidanza e allattamento. I risultati non hanno evidenziato effetti di tali passaggi sulla prognosi della malattia.

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Zuluaga e colleghi sono partiti dalla considerazione che in tutto il mondo le femmine hanno un rischio maggiore di ammalare di sclerosi multipla con un rapporto di 2 a 1 rispetto ai maschi. D’altra parte, sulla relazione fra sesso e sclerosi multipla ci sono evidenze contrastanti. Infatti, alcuni studi hanno dimostrato che, nelle femmine, intercorre un tempo più prolungato fra l’individuazione di una Sindrome Clinicamente Isolata e un secondo episodio di demielinizzazione ed è più lenta anche la progressione verso la sclerosi multipla secondariamente progressiva. Altre ricerche non hanno invece confermato l’effetto “protettivo” del sesso femminile nei confronti del rischio di comparsa di un secondo episodio di demielinizzazione. Zuluaga e colleghi hanno analizzato aspetti relativi alla funzione dell’apparato riproduttivo nelle femmine arruolate in uno studio sulla Sindrome Clinicamente Isolata. In particolare, è stata valutata la relazione fra età del menarca, gravidanza e allattamento al seno da una parte e, dall’altra, rischio di ricevere: una diagnosi di sclerosi multipla clinicamente confermata, rientrare in uno dei criteri di diagnosi di sclerosi multipla definiti dalla classificazione McDonald 2010 e raggiungere un punteggio della EDSS compreso fra 3 e 6. Sono stati applicati molti diversi metodi statistici per cercare eventuali relazioni fra i riscontri sopra riportati, comprese analisi univariate e multivariate. Nei 501 soggetti di sesso femminile che componevano la casistica si è osservato che l’età di comparsa del menarca non era in relazione, né con l’età alla quale era stata diagnosticata la Sindrome Clinicamente Isolata, né con la probabilità di ricevere una diagnosi di sclerosi multipla clinicamente confermata, né con quella di raggiungere un punteggio della EDSS da 3 a 6. Applicando alcune analisi statistiche, si è rilevato che, nei soggetti che avevano avuto una gravidanza prima di ricevere la diagnosi di Sindrome Clinicamente Isolata, rischio di sviluppare una sclerosi multipla clinicamente confermata era minore, ma la stessa relazione non è stata rilevata applicando altri metodi statistici. Una gravidanza dopo una diagnosi di Sindrome Clinicamente Isolata è risultata protettiva, rispetto all’evoluzione in sclerosi multipla clinicamente confermata e al raggiungimento del punteggio di 3 della EDSS, ma tale effetto protettivo non è stato confermato considerando nell’analisi il fattore tempo. L’allattamento al seno non ha mostrato alcun effetto su nessuno dei tre parametri relativi all’evoluzione della sclerosi multipla.             

Riassumendo le evidenze raccolte, gli autori hanno concluso che, nella casistica considerata, menarca, gravidanza e allattamento al seno non hanno influenzato in maniera sostanziale il rischio di ricevere una diagnosi di sclerosi multipla clinicamente confermata o di andare incontro a un peggioramento della disabilità.          

Tommaso Sacco

Fonte: Menarche, pregnancies, and breastfeeding do not modify long-term prognosis in multiple sclerosis; Neurology, 2019 Mar 26; 92(13): e1507–e1516