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Un maggiore consumo di carne rossa è associato a un rischio ridotto di demielinizzazione nel sistema nervoso centrale

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Un maggiore consumo di carne rossa è associato a un rischio ridotto di demielinizzazione nel sistema nervoso centrale

Uno studio eseguito in Australia su un’ampia casistica ha cercato possibili relazioni fra il consumo di carne rossa non lavorata e rischio di formulazione di una prima diagnosi clinica di patologie da demielinizzazione nel sistema nervoso centrale. I risultati hanno indicato che un maggiore consumo di questo tipo di alimento si è associato a una riduzione del 19% del rischio di una prima diagnosi di patologie da demielinizzazione.

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La relazione fra alimentazione e sclerosi multipla è da tempo al centro dell’attenzione dei malati e degli specialisti che lavorano in questo campo. Fra le molte diete con ipotetici obiettivi curativi proposte per le persone con sclerosi multipla ce n’è stata anche una priva di carne rossa. Per questo come per altri programmi di alimentazione via via suggeriti, non si sono mai raccolte conferme definitive circa l’efficacia. Black e colleghi hanno ricercato eventuali relazioni fra il consumo di carne rossa non lavorata e la formulazione di una prima diagnosi di lesioni da demielinizzazione nel sistema nervoso centrale. Il riscontro di danni di questo tipo costituisce un primo passo verso una diagnosi di sclerosi multipla. I dati analizzati sono stati ricavati dalle informazioni raccolte con questionari specifici compilati dal 2003 al 2006 in uno studio denominato Ausimmune. Sono stati utilizzati particolari metodi statistici per definire eventuali relazioni fra alimentazione e diagnosi di demielinizzazione. Sulla base dei risultati dei questionari è stato calcolato l’introito di carni rosse lavorate e non lavorate espresso come grammi per 1000 di introito al giorno. Duecentocinquanta casi di consumatori di carne rossa non lavorata sono stati confrontati con 439 controlli e 248 casi di persone che assumevano abitualmente carne lavorata sono stati paragonati a 435 controlli. Le analisi statistiche hanno tenuto conto della presenza nella storia clinica dei soggetti che hanno ricevuto la diagnosi di lesioni da demielinizzazione di: precedenti infezioni da mononucleosi, concentrazioni nel sangue di vitamina D, abitudine al fumo, razza, livello di istruzione, Indice di Massa Corporea ed errori nel riportare le caratteristiche della dieta. Questa procedura di analisi è stata utilizzata per evitare che altri fattori di rischio interferissero con la definizione della relazione fra consumo di carne e comparsa delle lesioni. A un maggior consumo di carne rosse non lavorata, calcolata in 22 grammi per 1000 kcal al giorno si è associata, nel totale della casistica, una riduzione del 19% della probabilità di ricevere una diagnosi di lesioni da demielinizzazione (rapporto di probabilità corretto 0.81, intervallo di confidenza al 95% 0.68-0.97; p=0.02). La definizione “rapporto di probabilità corretto” si riferisce al fatto che, con specifici metodi statistici, è stato isolato l’effetto di un fattore, in questo studio l’assunzione di carne rossa, rispetto ad altri che avrebbero potuto influire sullo stesso esito, vale a dire lo sviluppo del danno da demielinizzazione. In sostanza, la “correzione” aumenta la robustezza e il valore del dato. Riportando la stessa relazione a ciascun sesso, si è osservato che nelle femmine la riduzione del rischio è stata del 26% (rapporto di probabilità corretto 0.74, intervallo di confidenza al 95% 0.60-0.92; p=0.01). Nei maschi l’associazione fra maggiore consumo di carne rossa non lavorata e lesioni da demielinizzazione non è stata significativa. Gli autori non hanno individuato relazioni statisticamente significative fra introito di carni rosse lavorate e probabilità di diagnosi di danni da demielinizzazione.

Nelle conclusioni gli autori auspicano che si eseguano in futuro ricerche per definire quali componenti dell’alimentazione ricca di carne rossa non lavorata determinano la riduzione del rischio di sviluppo di lesioni da demielinizzazione.       

Tommaso Sacco         

Fonte: Higher Non-processed Red Meat Consumption Is Associated With a Reduced Risk of Central Nervous System Demyelination; Frontiers in Neurolology, 10:125.