MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

L’astenia correlata alla sclerosi multipla può essere contrastata tramite la programmazione degli obiettivi

Notizia

PUBBLICATO

L’astenia correlata alla sclerosi multipla può essere contrastata tramite la programmazione degli obiettivi

Uno studio recente suggerisce che programmi che prevedono la definizione di obiettivi e il loro raggiungimento, possano essere di aiuto per migliorare l’astenia correlata alla sclerosi multipla.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

L’astenia è uno dei sintomi più comuni nella sclerosi multipla: si tratta di un senso di stanchezza, eccessiva spossatezza, debolezza, mancanza di energia, che viene percepita come insolita o anormale e non viene alleviata dal riposo. Questa sensazione può durare anche diversi giorni, se non settimane o mesi, tanto che tra coloro che hanno la sclerosi multipla oltre 6 individui su 10 indicano questo sintomo come quello più debilitante in assoluto. L’astenia può infatti interferire con le attività e le abitudini quotidiane.

Asano e colleghi hanno studiato l’effetto di una particolare tecnica, detta “programmazione degli obiettivi”, sull’astenia provata dai soggetti con sclerosi multipla. La “programmazione degli obiettivi” sta ad indicare la capacità di saper scegliere i propri obiettivi e formulare un programma per raggiungerli, stabilendo un percorso che consenta di concretizzarli. Questa tecnica è stata originariamente pensata per tutte le persone con malattie croniche, per aiutarle a raggiungere quelle modifiche alle proprie abitudini necessarie per migliorare lo stato di salute.

I ricercatori hanno verificato quanto ottenuto, nel corso, del tempo da 81 partecipanti, in seguito ad un programma di gestione dell’astenia effettuato tramite teleconferenza, metodo che permette la comunicazione tra persone a distanza. Il programma è durato 6 settimane e consisteva in sedute di teleconferenza settimanali della durata di 70 minuti, in cui venivano fornite strategie su come affrontare l’astenia in modo autonomo, esercitandosi, tra un incontro e l’altro, in base agli obiettivi che ciascuno poneva in ragione dei propri limiti o delle proprie capacità. Nell’ultimo, incontro venivano fornite le ultime nozioni di base della programmazione degli obiettivi, affinché ogni partecipante li potesse raggiungere e mantenere entro un periodo breve (2-3 settimane), medio (3 mesi) e lungo (6 mesi). Gli obiettivi da raggiungere erano molto concreti e riguardavano una serie di normali occupazioni quotidiane quali: la cura personale, i lavori di casa, il riposo e il sonno, attività legate al lavoro, allo studio e al tempo libero, e la partecipazione in ambito sociale e le relazioni con altre persone.

Alla fine del periodo di osservazione, i ricercatori hanno notato che, grazie a questa strategia, quasi il 50% degli obiettivi potevano essere considerati raggiunti e mantenuti, e che tale percentuale era più alta se si considerava il periodo a breve termine. Gli obiettivi più frequentemente raggiunti riguardavano le attività quotidiane più complesse, che prevedevano un maggiore coinvolgimento in casa e fuori casa.

I risultati di questo studio, quindi, indicano che strategie, che coinvolgano attivamente la persona con sclerosi multipla nel risolvere progressivamente l’astenia, possono rappresentare un aiuto concreto per poter ridurre l’impatto della malattia.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Goals set after completing a teleconference-delivered program for managing multiple sclerosis fatigue; The American Journal of Occupational Therapy, 2015 May-Jun; 69(3).

CONTATTA L'ESPERTO

Ricevi le risposte ai tuoi quesiti

Fai una domanda

CONTENUTI CORRELATI