MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

AIFA rinnova raccomandazioni sui controlli per effetti collaterali del Fingolimod

Notizia

PUBBLICATO

AIFA rinnova raccomandazioni sui controlli per effetti collaterali del Fingolimod

Nel gennaio scorso l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato sul suo sito una nota informativa circa la ripetizione dei controlli previsti dopo la prima somministrazione del farmaco fingolimod.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

Il fingolimod è il primo farmaco per la cura della sclerosi multipla somministrato per via orale. Esso sviluppa il suo effetto bloccando i recettori denominati S1P1 della sfingosina, presenti sulla membrana dei linfociti. Il blocco di questi recettori inibisce l'uscita dei linfociti dai linfonodi e quindi il loro coinvolgimento nei meccanismi infiammatori tipici della sclerosi multipla. Fra la fine del 2011 l'inizio del 2012 le Autorità  Statunitensi, Food and Drug Administration (FDA; Amministrazione di Alimenti e Farmaci), ed Europea, European Medicine Agency (EMA; Agenzia Europea dei Farmaci), per la verifica ed il monitoraggio di efficacia e sicurezza dei farmaci, hanno rivalutato il rapporto fra efficacia e sicurezza del farmaco ed hanno raccomandato di seguire attentamente i pazienti, nelle prime fasi di cura, per rilevare eventuali effetti collaterali.

Le nuove raccomandazioni, che integrano le precedenti, suggeriscono, tra l'altro di applicare gli stessi controlli già  consigliati per la fase di avvio della terapia anche quando la cura con fingolimod viene interrotta per uno o più giorni durante le prime due settimane di trattamento, per più di sette giorni durante la terza e quarta settimana di terapia o per più di due settimane se la somministrazione è avvenuta per un mese. Nel comunicato dell'AIFA si precisa che queste ulteriori raccomandazioni si basano sulla osservazione di alterazioni del ritmo cardiaco alla ripresa della somministrazione del farmaco dopo un'interruzione e di una relazione del rischio di comparsa di questi effetti collaterali con la durata della cura prima della interruzione ed il tempo per il quale si è protratta l'interruzione.

Tommaso Sacco

Fonte:  AIFA