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La terapia con interferone protegge dallo sviluppo di alterazioni delle funzioni cognitive

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La terapia con interferone protegge dallo sviluppo di alterazioni delle funzioni cognitive

Un gruppo di esperti italiani ha pubblicato i risultati di una ricerca che suggeriscono un effetto dell’interferone β-1a nel ritardare o stabilizzare le alterazioni delle funzioni cognitive nelle persone con sclerosi multipla recidivante remittente.

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Le alterazioni delle funzioni cognitive sono fra le più frequenti conseguenze dei danni che la sclerosi multipla determina a carico delle strutture del cervello. Alcuni fra i maggiori centri italiani della sclerosi multipla hanno collaborato ad uno studio che ha seguito, per un totale di 5 anni, 201 persone con sclerosi multipla recidivante remittente, EDSS≤4, in cura con interferone β-1a somministrato per via sottocutanea a due diversi dosaggi: 22μg o 44μg tre volte alla settimana. L’EDSS, in inglese Expanded Disability Status Scale, traducibile in Scala Espansa dello Stato di Disabilità, è un sistema numerico per valutare la disabilità dei soggetti con sclerosi multipla, in base alla capacità di svolgere normali attività, come ad esempio il camminare.

La percentuale complessiva di soggetti con alterazioni delle funzioni cognitive, nei due gruppi,  è rimasta sostanzialmente stabile nel periodo di osservazione: 18% prima di iniziare la cura e 23% dopo 5 anni. Altrettanto stabile è stata la percentuale di soggetti con alterazioni delle funzioni cognitive in ambedue i gruppi di trattamento per il totale dei 5 anni e confrontando i valori riscontrati a 3 e a 5 anni. Una differenza si è osservata fra i due sessi nel rischio di sviluppare alterazioni delle funzioni cognitive, considerando che a 5 anni esse erano presenti nel 14.4% delle donne e nel 26.5% degli uomini. Anche il dosaggio di interferone assunto è risultato indicativo della probabilità di evoluzione di queste alterazioni.

Sulla base dei risultati ottenuti, gli autori hanno concluso che l’interferone β-1a ha un effetto protettivo, rispetto allo sviluppo di alterazioni delle funzioni cognitive, correlato alla dose, e che le femmine sembrano correre meno rischi dei maschi di andare incontro a questi problemi.

Tommaso Sacco

Fonte: Subcutaneous Interferon β-1a May Protect against Cognitive Impairment in Patients with Relapsing-Remitting Multiple Sclerosis: 5-Year Follow-up of the COGIMUS Study; PLoS One. 2013 Aug 30;8(8):e74111.