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Le forme progressive di sclerosi multipla

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Le forme progressive di sclerosi multipla

Vari aspetti relativi alla gestione delle forme progressive di sclerosi multipla sono stati trattati in una sessione del Congresso dell’ECTRIMS del 2020. L’individuazione di cure efficaci per questi casi continua a essere una priorità per i maggiori esperti di sclerosi multipla.

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La prima relazione è stata quella di Xavier Montalban, Professore di Neurologia dell’Università di Toronto in Canada, che ha passato in rivista le evidenze disponibili sull’efficacia dei farmaci modificanti la malattia nelle forme progressive di sclerosi multipla. Nell’introdurla, ha ricordato che, in alcuni casi, dopo che per anni per anni la malattia ha avuto un andamento recidivante remittente, ci può essere un’evoluzione in una forma secondariamente progressiva. Ha anche segnalato che, in un 10% di malati, la sclerosi multipla viene diagnosticata solo quando si presenta con un quadro progressivo, ma, ricostruendo la storia del malato, si comprende che c’era stata una fase ad andamento recidivante remittente che non era stata individuata. Rispetto a tutti questi quadri, le forme primariamente progressive si distinguono per un andamento più rapidamente evolutivo. Un altro punto evidenziato da Xavier Montalban è stato quello relativo ai meccanismi di infiammazione e di neurodegenerazione, che in passato si pensava caratterizzassero fasi diverse della malattia, mentre adesso si sa che sono presenti in tutti i malati e in tutte le fasi della sclerosi multipla. Passando ai farmaci citati come possibili trattamenti delle forme progressive, il relatore ha riportato le evidenze disponibili su ocrelizumab, cladribina, siponimod e ozanimob, ricordando che il primo è l’unico ad avere ricevuto, ad oggi, l’indicazione per la sclerosi multipla primariamente progressiva. Xavier Montalban ha concluso che l’attivazione di numerosi studi clinici, mirati a valutare l’efficacia di queste e di altre molecole, alimenta la speranza di individuare presto nuove cure efficaci.

Da quanto riportato da Xavier Montalban, è risultato evidente come sia importante definire con precisione la forma di sclerosi multipla dalla quale è affetto il singolo soggetto e Lars Forsberg, ricercatore dell’Istituto Karolinska di Stoccolma in Svezia, ha parlato di tre metodi impiegati per classificare le persone con forme recidivanti remittenti o progressive di sclerosi multipla. Per valutare la precisione di tali sistemi di classificazione, si è fatto riferimento ai dati archiviati nei Registri della sclerosi multipla dei seguenti Paesi: Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Svezia e Gran Bretagna. Dei sistemi di classificazione sono state definite: sensibilità, specificità e accuratezza della diagnosi. Nell’insieme, due dei tre metodi, quello dell’Università di Melbourne e quello dell’Istituto Karolinska, hanno dimostrato un’elevata sensibilità nel definire la forma di sclerosi multipla. L’altro sistema di classificazione considerato, quello denominato EXPAND, ha mostrato una buona specificità, ma una sensibilità inadeguata.

Tornando alle cure per le forme progressive, Matteo Fonderico, Neurologo dell’Università di Firenze, ha presentato i risultati di uno studio, eseguito da un gruppo di specialisti  italiani. La ricerca ha valutato, nella pratica clinica, l’efficacia di diversi DMD nella sclerosi multipla primariamente progressiva. Dal Registro italiano della malattia sono stati estratti 1214 casi, con un’età media alla diagnosi di 48.7 ± 11.1 anni, dei quali 671 erano femmine, e che avevano un punteggio medio dell’EDSS, alla diagnosi, di 4.1 ± 1.8. Di essi, 790 (65%) sono stati trattati con farmaci modificanti la malattia durante il periodo di osservazione. Punteggi di EDSS di 6 e di 7 sono stati raggiunti, rispettivamente, dall’82% e dal 44% del totale dei malati considerati. Valutato in termini generali, l’effetto della somministrazione dei DMD, non ha avuto effetti sulla probabilità di raggiungere valori di EDSS di 6 o 7. Analizzando in particolare l’impatto della durata dell’assunzione dei DMD, si è rilevata una significativa riduzione della probabilità di raggiungere il punteggio di 7 dell’EDSS (rapporto di rischio compensato = 0.73, 95% CI 0.56-0.95, p =0.021) per chi aveva assunto più a lungo i farmaci modificanti la malattia. Secondo Matteo Fonderico, i risultati della ricerca  hanno indicato che un‘esposizione più prolungata ai DMD dei malati con sclerosi multipla primariamente progressiva  ritarda il momento in cui essi devono ricorrere alla sedia a rotelle.

L’ultima relazione è stata quella di un altro relatore scandinavo, Ian Hillert ricercatore dell’Istituto Karolinska di Stoccolma in Svezia, che ha riportato i risultati di un’altra ricerca basata sulle casistiche dei Registri già impiegati per lo studio presentato da Lars Forsberg (vedi sopra). I risultati presentati hanno evidenziato che casi di sclerosi multipla secondariamente progressiva in cura con DMD, sono a volte classificati erroneamente come forme recidivanti remittenti, in quanto non viene individuato con precisione il momento in cui avviene la conversione da una forma all’altra. Questo problema può essere rilevante, perché si ripercuote sulla valutazione dell’efficacia dei trattamenti. Infatti, per molti di essi, l’effetto atteso nella sclerosi multipla recidivante remittente è diverso da quello previsto nella sclerosi multipla secondariamente progressiva.                   

Quali conclusioni pratiche si possono trarre dalle evidenze presentate in questa sessione? Che le forme progressive di sclerosi multipla sono al centro dell’attenzione dei massimi esperti di questa malattia. Che è importante individuare con precisione la forma di sclerosi multipla dalla quale ciascun malato è affetto e, eventualmente, l’evoluzione da una forma all’altra, e questo deve essere fatto in Centri di eccellenza dedicati alla malattia. Infine, è emerso che, rispetto al passato, oggi ci sono cure efficaci e altre sono in studio e che queste terapie, assunte per tempi adeguati, rallentano il peggioramento della disabilità.

Tommaso Sacco

Fonte: Ectrims