I figli dei malati di sclerosi multipla sono più bravi a scuola

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I figli dei malati di sclerosi multipla sono più bravi a scuola

Una ricerca eseguita in Danimarca ha dimostrato che i figli dei malati di sclerosi multipla tendono a ottenere migliori risultati a scuola e, per gli ultimi gradi di studio, spesso scelgono indirizzi che hanno a che fare con la cura della salute.

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Le ripercussioni della sclerosi multipla sui membri della famiglia del malato possono essere di varia entità, ma, in alcuni casi, i figli possono risentire negativamente di questo problema, tanto che, alcuni esperti, consigliano il loro inserimento in percorsi di supporto che li aiutino ad affrontare la situazione nel modo migliore . D’altra parte, il genitore malato può sentirsi in colpa per non offrire dare ai figlio tutto quello che avrebbe potuto dare se non avesse avuto la sclerosi multipla.

Al Congresso dell’ECTRIMS Julie Moberg ha presentato uno studio che ha valutato i risultati scolastici di 4.000 figli di malati di sclerosi multipla, confrontandoli con quelli ottenuti da soggetti paragonabili sotto tutti i punti di vista, ma i genitori dei quali non erano affetti da questa malattia. Tutti i figli inclusi nella ricerca erano nati fra il 1955 e il 1998 e, al momento della loro nascita, i genitori avevano un’età compresa fra 20 e 29 anni. Invece, quando è stato eseguito lo studio i figli erano già grandi, infatti avevano un’età media di 44 anni. Di tutti è stato analizzato il risultato scolastico alla fine del nono anno di studi, che corrisponde grosso modo al primo anno di scuola superiore italiano. I voti ottenuti dai figli dei malati sono stati migliori, in maniera statisticamente significativa, rispetto a quelli dei figli di non malati. Questo è un esito non atteso e molto positivo perché sembra indicare che chi ha la madre o il padre con la sclerosi multipla dimostra una motivazione e un impegno a scuola che permette di ottenere risultati migliori. Julie Moberg ha spiegato che molti figli di persone con sclerosi multipla hanno dichiarato che il loro approccio alla scuola era proprio una reazione alla malattia del genitore, al fatto che questi aveva dovuto lasciare il lavoro e che, l’insieme di questi fattori, si ripercuoteva sugli equilibri della famiglia. Da tutto ciò hanno ricevuto la spinta ad affermarsi negli studi. Un’altra possibile spiegazione è che il genitore costretto a casa, dalla malattia e dalla disoccupazione, è stato d’aiuto per il figlio studente. A proposito di orientamento al lavoro, molti figli di malati si sono indirizzati verso attività che avevano a che fare con la salute:, fisioterapia, terapia occupazionale, psicologia e attività infermieristica.

Gli autori e molti esperti hanno considerato importanti i risultati di questa ricerca, perché si possono tradurre in un messaggio positivo per le persone con sclerosi multipla e per le loro famiglie.

Tommaso Sacco

Fonte: Medscape

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