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Fattori che influenzano la permanenza in trattamento con interferone

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Fattori che influenzano la permanenza in trattamento con interferone

Un gruppo di specialisti italiani della sclerosi multipla ha valutato la frequenza di abbandono del trattamento con interferone individuando i fattori che permettono di prevederlo. Fra gli altri fattori l’impiego dell’interferone beta-1b ha aumentato del 50% il rischio di interruzione della cura rispetto alla somministrazione di interferone beta-1a ad alte dosi.

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Moccia e colleghi sono partiti dalla considerazione che l’interferone beta ha un profilo di efficacia e sicurezza a lungo termine che favorisce la sua assunzione protratta. D’altra parte, la disponibilità, creatasi di recente, di varie alternative di cura fa sì che oggi, nel corso degli anni, si passi da una terapia all’altra per personalizzare l’approccio. La ricerca è consistita nel passare in rivista una casistica di 499 persone che, una volta ricevuta la diagnosi di sclerosi multipla recidivante remittente, avevano assunto, come prima cura, l’interferone. La durata media dell’assunzione dell’interferone è stata di 7.9 ± 3.8 anni. Fra i fattori analizzati, ci sono state caratteristiche dei malati come età, sesso, durata della malattia e frequenza annuale di recidive. Sono state valutate anche: comparsa di recidive, frequenza annuale delle recidive, peggioramento di un punto della EDSS, raggiungimento di un livello di EDSS di 4.0 e il tipo di interferone assunto: interferone beta-1b, interferone bata-1a a basse dosi e interferone beta-1a ad alte dosi. Nel periodo di circa otto anni che è stato preso in considerazione, 217 malati hanno interrotto l’assunzione di interferone, con una frequenza annuale ridotta del 5% circa. Opportune analisi statistiche hanno evidenziato che i fattori associati con la maggiore probabilità di interruzione della cura sono stati: sesso femminile, EDSS peggiore all’inizio della terapia, frequenza delle recidive più elevata, maggiore frequenza annuale delle recidive, e assunzione dell’interferone beta-1b.

Gli autori, nelle conclusioni, evidenziano che la maggior parte dei fattori che aumentano il rischio di interruzione del trattamento sono non modificabili, come ad esempio il sesso. Sottolineano, inoltre, che con l’interferone beta-1b il rischio di abbandono è superiore del 50% a quello associato all’assunzione di interferone beta-1a ad alte dosi.

Tommaso Sacco

Fonte: Predictors of long-term interferon discontinuation in newly diagnosed relapsing multiple sclerosis; Multiple Sclerosis and Related Disorders, 2016 Nov;10:90-96