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I falsi miti sulla sclerosi multipla e il rischio di confondere le idee ai malati

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I falsi miti sulla sclerosi multipla e il rischio di confondere le idee ai malati

Come spiega Luca Durelli, nell’intervista di presentazione della nuova sezione del sito della Fondazione Cesare Serono della quale è Responsabile Editoriale, sulla sclerosi multipla si danno tante informazioni su tutti i mezzi di comunicazione, e soprattutto sulla rete. Questo comporta il rischio che, nella grande mole di contenuti, alcuni siano inaffidabili e non documentati adeguatamente. Essi potranno diventare “Falsi Miti”, che creano convinzioni sbagliate nei malati e in chi vive al loro fianco e possono avere ripercussioni negative sulla loro vita.

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Luca Durelli è il Responsabile di Struttura Complessa della Divisione Universitaria di Neurologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano, dirige uno dei più importanti centri italiani della sclerosi multipla e quindi ha una grande esperienza clinica e un’ampia conoscenza della letteratura scientifica su questa malattia: chi meglio di lui può guidare gli utenti del sito nella “giungla” delle informazioni, aiutandoli a capire i limiti di certe “credenze” sulla sclerosi multipla?

La nuova sezione propone dieci Falsi Miti e sarà possibile chiedere spiegazioni su Falsi Miti che non figurano nell’elenco sottoponendo uno specifico quesito al responsabile della sezione.

1) La causa della sclerosi multipla è solo legata ai geni?

No: una causa principale della sclerosi multipla non è stata ancora individuata. Particolari caratteristiche dei geni, così come influenze dell’ambiente, contribuiscono a creare una predisposizione, cioè una tendenza maggiore, di un soggetto rispetto all’altro, ad ammalare.

2) I figli di malati di sclerosi multipla svilupperanno tutti la sclerosi multipla?

No: nonostante i geni, che si trasmettono dai genitori ai figli, possano far “ereditare” una predisposizione ad ammalare di sclerosi multipla, lo sviluppo della malattia dipende da vari altri fattori. Il solo fatto di essere figlio o figlia di un genitore con sclerosi multipla non dà alcuna certezza che si avrà la malattia.

3) La sclerosi multipla è contagiosa?

No: la sclerosi multipla non si trasmette per contagio, come un raffreddore o l’influenza.

4) Le donne con sclerosi multipla possono avere figli?

Si: le donne con sclerosi multipla possono avere figli e, anzi, durante la gravidanza, di solito l’andamento della malattia migliora. Quello che va discusso con il medico di riferimento è se, e come, interrompere cure che potrebbero danneggiare il feto prima del concepimento e durante la gravidanza e anche come gestire la fase successiva al parto.

5) Le donne con sclerosi multipla possono allattare?

Si: la sclerosi multipla non crea ostacoli o problemi, riguardo all’allattamento al seno. La decisione di allattare andrebbe condivisa con il medico di riferimento per gestire al meglio la fase successiva al parto, nella quale ci possono essere recidive della malattia.

6) I malati di sclerosi multipla possono lavorare?

Si: la sclerosi multipla non rappresenta un ostacolo assoluto al lavoro, tranne rarissimi casi in cui la disabilità peggiora molto rapidamente. Tutti gli altri malati possono continuare a lavorare, eventualmente adattando nel tempo l’attività alle loro abilità.

7) Le persone con sclerosi multipla possono fare attività fisica?

Si: un’attività fisica concordata con il medico di riferimento e adattata alle potenzialità fisiche del singolo soggetto è, anzi, raccomandata, per mantenere una buona funzionalità fisica e mentale.

8) La sclerosi multipla guarisce?

No: ad oggi non si ritiene che la sclerosi multipla possa guarire. Può però succedere che, dopo un primo episodio, per tanto tempo non dia più segni o sintomi. In questi casi la malattia si definisce “benigna” e andrebbe comunque seguita nel tempo perché anche un lungo periodo di mancanza di nuovi segni o sintomi non garantisce che i meccanismi di danno che caratterizzano la sclerosi multipla non stiano comunque provocando alterazioni che si manifesteranno a distanza di tempo.

9) Conviene aspettare un secondo episodio di segni e sintomi prima di curare la sclerosi multipla?

No: i risultati degli studi eseguiti suggeriscono che già un primo episodio di segni e sintomi indica che il danno che caratterizza la sclerosi multipla  abbia alterato strutture del sistema nervoso centrale e che tali alterazioni tenderanno a progredire, anche se, per un periodo di tempo più o meno lungo, la malattia non si manifesta. Per questo, iniziare il trattamento fin dal primo episodio permette di rallentare, o arrestare temporaneamente, l’attività della malattia in una fase molto importante dalla sua evoluzione.

10) La sclerosi multipla si può curare con la dieta?

No: nessuna evidenza scientifica attendibile ha dimostrato che una dieta particolare possa curare la sclerosi multipla. Un’alimentazione adeguata alle necessità del singolo individuo e che tenga conto del suo stato generale di salute, dei suoi bisogni e dei suoi gusti, oltre che della presenza della sclerosi multipla, può essere determinante nel fargli raggiungere e mantenere il miglior benessere fisico e mentale. 

Redazione Fondazione Cesare Serono

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