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Esordio precoce e tardivo della sclerosi multipla: le differenze

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Esordio precoce e tardivo della sclerosi multipla: le differenze

Un gruppo di esperti del Centro della sclerosi multipla di Catania ha eseguito un’analisi della suo casistica in base all’età di insorgenza della malattia. I risultati hanno indicato che nei maschi con comparsa tardiva la disabilità evolve più rapidamente.

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Negli studi che hanno valutato la storia naturale della sclerosi multipla, i casi con insorgenza tardiva, cioè che compaiono in età più avanzata, hanno una frequenza del 10-20% sul totale. Relativamente poche ricerche hanno seguito a lungo termine l’evoluzione della malattia confrontando i casi a insorgenza precoce, tra i 18 e i 40 anni, con quelli a comparsa tardiva, cioè oltre i 40 anni. D’Amico e colleghi hanno raccolto dati clinici ed evidenze radiologiche dei casi da loro seguiti e li hanno incrociati con l’EDSS per avere indicazioni sull’andamento della disabilità. Vari calcoli statistici sono stati impiegati nell’analisi. È stato valutato un totale di 671 malati di sclerosi multipla recidivante remittente, dei quali 143 (21.3%) con insorgenza tardiva e 528 (78.7%) con comparsa in età più giovane. Nel primo gruppo l’età media alla quale la malattia si è manifestata è stata di 47.8 ± 5.3 (media ± deviazione standard) anni e il tempo per il quale sono stati seguiti è stato di 120.7 ± 52.7 mesi. Nel gruppo a insorgenza precoce, l’età media di comparsa è stata di 27 ± 2.7 anni e la durata dei controlli è stata di 149.9 ± 92.7 mesi. Le analisi della curva di sopravvivenza hanno dimostrato una maggiore probabilità di raggiungere il punteggio di 6.0 dell’EDSS più rapidamente nei casi a insorgenza tardiva rispetto a quelli a insorgenza giovanile: 94.2 rispetto a 103.2 mesi (p<0.05). Per quanto riguarda le evidenze raccolte con la risonanza magnetica, nei soggetti che hanno sviluppato la sclerosi multipla in età più giovane, l’infiammazione è risultata più intensa, rispetto ai casi tardivi. Specifici calcoli statistici hanno permesso di rilevare che l’età alla comparsa [valore di Exp (B): 6.5; intervallo di confidenza 95%, 1.9—2.6; p<0.001] e il sesso maschile [valore di Exp (B): 1.7; intervallo di confidenza 95%, 1.0—2.8; p<0.05] erano le due caratteristiche più indicative di una progressione più veloce verso il valore 6.0 di EDSS.

Gli autori hanno concluso che i maschi con insorgenza tardiva della sclerosi multipla recidivante remittente hanno raggiunto livelli più alti di disabilità in tempi più brevi rispetto a quelli nei quali la malattia era comparsa in età più giovane. Il tutto, nonostante nei soggetti che hanno sviluppato la sclerosi multipla da giovani, la risonanza magnetica abbia dimostrato un’infiammazione più intensa.

Tommaso Sacco

Fonte: Late-onset and young-onset relapsing-remitting multiple sclerosis: evidence from a retrospective long-term follow-up study; European Journal of Neurology, 2018 Jun 28