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È possibile sostenere una gravidanza per una paziente con sclerosi multipla?

Parere degli esperti |time pubblicato il
È possibile sostenere una gravidanza per una paziente con sclerosi multipla?

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La sclerosi multipla è una patologia che colpisce prevalentemente le donne in età fertile; in passato queste pazienti venivano scoraggiate dall’avviare una gravidanza nel timore di un peggioramento della malattia e di possibili complicanze durante la gestazione o nel puerperio. Oggi invece non esistono controindicazioni alla gravidanza anche se, questo, viene considerato un momento delicato la cui gestione deve essere seguita attentamente, caso per caso e in relazione alla storia di malattia della paziente stessa, dall’équipe medica.

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La donna con sclerosi multipla desiderosa di avere il primo figlio, nei limiti del possibile, deve pianificare la gravidanza, il che implica la sospensione di una terapia immunomodulatoria o immunosoppressoria che fino a quel momento stava conducendo, così come la sua più rapida ripresa dopo l’espletamento del parto.

Aspetti psicologici

Con il termine gravidanza si delinea una particolare condizione femminile che va dal momento del concepimento al momento del parto, tappe caratterizzate, da un punto di vista psicologico, da conflitti e ansie connesse all’evento.

Diventare genitore rappresenta, all’interno del ciclo di vita, un evento che segna lo sviluppo della personalità adulta della donna e della coppia nel suo insieme.

In tutte le donne nasce spontanea una domanda: “Sarò in grado di prendermi cura del mio bambino”?

Questo può condurre, in particolare le donne affette da sclerosi multipla, a sperimentare un forte stato di ansia principalmente legato a se stesse e al proprio vissuto corporeo, l’ansia per il figlio che dovrà nascere, l’ansia legata al rapporto con il proprio compagno.

In particolare in queste donne si sovrappongono alcune problematiche legate alla consapevolezza di una malattia cronica e imprevedibile: come la paura di essere inadeguate alla gestione del proprio figlio, soprattutto per le possibili disabilità che sono conseguenti al decorso clinico della malattia e alla gestione dei possibili effetti collaterali legati alle terapie.

È importante sottolineare a queste madri che essere una buona madre non fa riferimento solo alle competenze motorie, ma anche e soprattutto a quelle affettive, alle capacità di rispondere ai bisogni fondamentali di amore e sicurezza. Crescere un bambino significa allattarlo, lavarlo, vestirlo ma principalmente amarlo, preoccuparsi di lui, della sua vita.

John Bowlby, psicoanalista britannico, che ha elaborato la teoria dell’attaccamento, interessandosi particolarmente agli aspetti che caratterizzano il legame madre-bambino e quelli legati alla realizzazione dei legami affettivi all’interno della famiglia, definisce una madre “sufficientemente buona”, “una base sicura” se essa: “rappresenta una figura sensibile ai segnali del bambino, disponibile e pronta a dargli protezione nel momento in cui il bambino lo richiede”.

La caratteristica più importante dell’essere genitori è, quindi, quella di fornire una base sicura da cui il bambino possa affacciarsi al mondo esterno e cui poter ritornare sapendo di essere il benvenuto, nutrito soprattutto sul piano emotivo. Non è dunque fondamentale avere ottime competenze fisiche, ma è importante sviluppare la capacità di amare e di essere una figura di riferimento stabile per il bambino.

La famiglia con bambini

La nascita del primo figlio rappresenta un punto nodale nel ciclo di vita di una famiglia: dà avvio a una nuova storia generazionale della famiglia stessa. La relazione di coppia si ridefinisce e diventa una relazione genitoriale: i coniugi devono farsi carico delle responsabilità genitoriali e assumere il ruolo parentale, dividendosi inoltre i compiti. La coppia si trova a ridefinire i rapporti con le famiglie d’origine e in questo modo continua o si avvalora il processo di differenziazione da queste. Si apre quindi lo scenario per una nuova vita a tre che porterà a nuove conquiste, nuove sfide e nuove emozioni.

Le madri con sclerosi multipla, dunque, non devono aver timore della loro risposta fisica all’arrivo del bambino bensì comprendere i processi emotivi e psicologici che sono alla base della genitorialità.

È inoltre fondamentale che le coppie che convivono quotidianamente con questa malattia siano ben coese e che la donna sia certa di poter contare sull’aiuto del proprio partner diventato anch’esso padre con dei ruoli parentali ben definiti.

Conclusioni

La decisione di una donna di cercare una gravidanza è una scelta molto importante, soprattutto se affetta da sclerosi multipla. Sicuramente si tratta di una scelta fortemente influenzata da tanti fattori che va valutata caso per caso. Nel momento in cui l’équipe medica definisce la possibilità di una donna con sclerosi multipla di diventare madre, essa dovrà pensare al suo futuro da genitore soffermandosi sugli aspetti emotivi e psicologici che la legheranno al proprio bambino più che su quelli fisici e, soprattutto, dovrà essere consapevole che la strada verso la genitorialità è una strada a due, “papà e mamma”, e non un percorso in solitudine.

Dott.ssa Maria Teresa Laura Abbruzzese - Psicologa

Letture consigliate

  • Attili G. Attaccamento e amore. Il Mulino, Bologna, 2004.
  • Bowlby J. Attaccamento e perdita – Vol. 1: L’Attaccamento alla madre. Bollati Boringhieri, Torino, 1999.
  • Rivista SMART – Sclerosi Multipla state of the art, n. 2, 2013. “La gravidanza nella paziente con Sclerosi Multipla: il punto di vista del neurologo”. CIC Edizioni Internazionali, Roma, 2013.