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Dottore, posso interrompere la mia cura?

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Dottore, posso interrompere la mia cura?

Dal 18 al 24 aprile 2015 si è tenuto a Washington, negli Stati Uniti, il congresso della il congresso dell’ Accademia Americana di Neurologia (in inglese: American Academy of Neurology, abbreviato AAN). Il sito della fondazione proporrà una selezione delle ricerche presentate, e in anteprima presenta i risultati di uno studio che ha valutato l’andamento della sclerosi multipla quando s’interrompe la cura.

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Gli autori della ricerca, fra i quali c’erano anche le italiane Alessandra Lugaresi e Maria Trojano, sono partiti dalla considerazione che i dati che descrivono l’andamento della malattia dopo la sospensione delle cure sono molto pochi e quindi non è facile dire ad un malato cosa succederà se smetterà di prendere le medicine per la sclerosi multipla. Per raccogliere informazioni e dati sull’argomento, sono state seguite nel tempo 303 persone con sclerosi multipla recidivante remittente, i cui dati erano registrati in un archivio internazionale chiamato MSBase Registry, che raccoglie oltre 30.000 individui affetti da questa malattia. I soggetti inclusi nello studio avevano età uguale o superiore a 40 anni, per i 5 anni precedenti all’interruzione delle cure non avevano avuto riprese dei sintomi e avevano avuto una sostanziale stabilità della disabilità. Nello stesso periodo di tempo, tutti avevano assunto cure per almeno 3 anni.

Delle persone con sclerosi multipla che avevano interrotto le cure, il 65% le ha ricominciate dopo un periodo di tempo di un mese (valore mediano). All’aumentare dell’età e della disabilità, diminuiva la probabilità che i soggetti iniziassero di nuovo il trattamento. In particolare, ad esempio, i malati di 50 anni avevano un 25% in meno di probabilità di ricominciare a curarsi di quelli di 40 anni. In chi iniziava di nuovo il trattamento, diminuiva del 46% il rischio della progressione della disabilità nei tre mesi successivi, rispetto a quelli che non lo ricominciavano.

Nelle conclusioni, gli autori sottolineano l’elevata percentuale di persone con sclerosi multipla che, nella loro casistica, ricominciano la cura dopo averla interrotta e segnalano l’importante vantaggio, in termini di riduzione della progressione della disabilità, evidenziato in tali soggetti.

Tommaso Sacco

Fonte: AAN Abstracts

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