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Che effetto ha l’invecchiamento sull’andamento della sclerosi multipla progressiva?

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Che effetto ha l’invecchiamento sull’andamento della sclerosi multipla progressiva?

Un gruppo internazionale di ricercatori ha valutato l’effetto dell’età e dell’invecchiamento delle cellule sulle forme progressive di sclerosi multipla. I risultati hanno indicato che in tali forme della malattia, come in altre patologie neurodegenerative, l’invecchiamento delle cellule ha un impatto rilevante, ma che varia in maniera ampia da un caso all’altro.

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L’età è uno dei fattori di rischio più importanti per lo sviluppo di molte malattie caratterizzate da degenerazione di strutture e tessuti del sistema nervoso centrale, come le forme progressive di sclerosi multipla. L’invecchiamento delle cellule è un processo biologico chiave, che si evidenzia con il passare dell’età. Nelle persone con sclerosi multipla meno giovani si attivano vari meccanismi che danneggiano le cellule: dall’arresto del ciclo di vita della cellula, alla disfunzione dei mitocondri e alla liberazione di citochine, fattori di crescita, metalloproteinasi e radicali liberi, che amplificano i processi di neurodegenerazione più tipici della sclerosi multipla. Con il passare degli anni, questi fenomeni si accumulano e coinvolgono progressivamente le cellule vicine a quelle che per prime erano state interessate dall’infiammazione. L’accelerazione dell’invecchiamento delle cellule può provocare la progressione della malattia attivando un’infiammazione che assume un andamento cronico e non mostra più fasi di remissione, alterando o bloccando le risposte del sistema immunitario, modificando la funzione dei neuroni e delle cellule della glia, impedendo la riparazione della guaina di mielina, alterando la funzione della barriera ematoencefalica e, in conclusione, peggiorando la neurodegenerazione. In particolare riguardo alle funzioni del sistema immunitario, con l’avanzare dell’età si possono alterare sia la funzione immunitaria innata, cioè quella basata sull’attività di macrofagi e linfociti, che quella adattativa, vale a dire quella che comporta la produzione di anticorpi. Essendo la sclerosi multipla una malattia autoimmune, quindi dovuta a una risposta “errata” del sistema immunitario, le ulteriori alterazioni della funzione di tale sistema dovute all’età possono amplificare i problemi. Hanno fornito un rilevante contributo alla conoscenza di tali meccanismi gli studi eseguiti su modelli di laboratorio, ma non sempre i loro esiti spiegano l’evoluzione dei quadri clinici, perché l’invecchiamento cellulare risente dell’influenza di tanti fattori genetici e ambientali e questi creano un’ampia variabilità di evoluzione, fra individuo e individuo, che non è facile simulare negli animali di laboratorio. Ad esempio, per avere recuperi, almeno parziali, delle funzioni dopo le recidive, sarebbero importanti i processi di riparazione della mielina Questi, in generale, tendono a perdere efficienza con l’invecchiamento di cellule e tessuti, ma risentono anche dello stress ossidativo, della funzione dei mitocondri e del grado di infiammazione, che possono cambiare da malato a malato.

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che i processi di invecchiamento sono molto complessi e specifici per il singolo individuo in quanto influenzati dal corredo genetico e dall’espressione dei geni. Ciò dovrebbe stimolare a porre la massima attenzione nello studio di tali fenomeni, per evitare errori nella loro interpretazione.

L’indicazione che possono trarre i malati dalle informazioni riportate in questa pubblicazione è che curare efficacemente la sclerosi multipla e mantenere abitudini di vita sane, che riducano lo stress ossidativo, può aiutare a contrastare gli effetti negativi dell’età sulla evoluzione della sclerosi multipla. A questo proposito, si consiglia la lettura della scheda su eccesso di peso e sclerosi multipla, che piega come obesità e sovrappeso possano influenzare negativamente lo stato infiammatorio creato dalla sclerosi multipla e. quindi, vadano prevenuti o trattati quando presenti.

Tommaso Sacco

Fonte: Aging, Cellular Senescence, and Progressive Multiple Sclerosis; Frontiers in Cellular Neuroscience, 14:178.

 

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