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Cellule staminali mesenchimali nella sclerosi multipla: per ora solo in ricerca

Intervista |time pubblicato il
Cellule staminali mesenchimali nella sclerosi multipla: per ora solo in ricerca

Antonio Uccelli, Professore Associato di Neurologia dell’Università di Genova, parla delle ricerche in corso sull’impiego delle cellule staminali mesenchimali nella cura della sclerosi multipla.

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Le cellule staminali adulte hanno la capacità di riparare i tessuti e, in particolare, le cellule staminali mesenchimali sono in grado di produrre le componenti di cartilagine, osso e grasso. Mentre le cellule staminali ematopoietiche, come spiegato nel precedente aggiornamento, sono già entrate nella pratica clinica della sclerosi multipla, l’impiego delle cellule staminali mesenchimali è ancora oggetto di ricerca, ma di tutti gli approcci di questo tipo che sono allo studio, è quello nello stadio più avanzato di sviluppo. Questi elementi cellulari sono in grado di contrastare l’attività delle cellule coinvolte nei meccanismi di autoimmunità, ma inducono anche meccanismi di neuroprotezione e stimolano processi di riparazione da parte di altre cellule staminali, quelle proprie del sistema nervoso centrale. Queste ultime, denominate cellule staminali neurali, nelle malattie neurodegenerative croniche non svolgono più i loro compiti. Antonio Uccelli sottolinea che, ad oggi, tutto ciò è stato studiato in laboratorio e in modelli animali, ma non si sa se i medesimi meccanismi si attivino allo stesso modo, e senza provocare danni, trapiantando in un malato cellule staminali mesenchimali. Perciò, l’intervistato aggiunge che i tanti annunci relativi alla disponibilità di terapie per la sclerosi multipla basate su queste cellule sono privi di fondamento. Purtroppo, a volte, tali annunci sono rilanciati dai media senza chiarire la natura sperimentale dei dati riportati e ciò amplifica il danno per i malati, che vengono illusi, circa soluzioni di fatto inesistenti. Antonio Uccelli ricorda che c’è anche chi specula su queste false speranze e questo è veramente inaccettabile.

Tommaso Sacco
Video: Marco Marcotulli