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Cacao e sclerosi multipla: un esempio di come si traggono conclusioni affrettate su certi argomenti

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Cacao e sclerosi multipla: un esempio di come si traggono conclusioni affrettate su certi argomenti

La relazione fra alimentazione e sclerosi multipla suscita molto interesse, ma gli studi che vengono eseguiti sull’argomento sono spesso inadeguati a trarre conclusioni. Un esempio di questa tendenza a comunicare informazioni accattivanti, ma non sufficientemente fondate, è una ricerca che ha valutato l’effetto del cacao sull’astenia nella sclerosi multipla.

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Nell’angolo dello specialista che la Fondazione Cesare Serono ha dedicato alla relazione fra alimentazione e sclerosi multipla si spiega, fra l’altro, che su questo argomento si riportano dati e informazioni che suscitano tanto interesse, perché tendono a prospettare benefici che, purtroppo, spesso non sono dimostrati adeguatamente. D’altra parte attirare l’interesse dei lettori sul rapporto fra cibo e malattia è facile, perché le persone con sclerosi multipla e chi è loro vicino, vedrebbero positivamente qualsiasi intervento, non farmacologico che migliorasse l’andamento della patologia. Tanto più se si trattasse di un alimento gradevole al palato. Un esempio di comunicazione che sovrastima l’efficacia di una componente dell’alimentazione sull’andamento della malattia è l’articolo pubblicato da Coe e colleghi. Esso riporta i risultati di una veutazione dell’effetto del cacao ricco di flavonoidi sull’astenia e sulla tendenza all’affaticamento di soggetti con sclerosi multipla recidivante remittente. I flavonoidi sono elementi, presenti in alcuni cibi, che appartengono alla categoria dei polifenoli e ad essi viene attribuito un potente effetto antiossidante. In teoria l’apporto di flavonoidi potrebbe migliorare qualsiasi sintomo o malattia dovuti a un eccessivo accumulo di radicali liberi. Gli autori della ricerca hanno applicato un protocollo randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, per valutare l’effetto dell’assunzione giornaliera di una bevanda a contenuto alto o basso di flavonoidi del cacao. Sono state arruolate nello studio 40 persone con sclerosi multipla recidivante remittente, da poco diagnosticata, che presentavano astenia. Questo sintomo è stato misurato in tre occasioni: prima del trattamento, dopo tre settimane e dopo sei settimane di assunzione della bevanda. L’età media dei soggetti che hanno partecipato è stata di 44 ± 10 anni e 30 di essi erano di sesso femminile. Diciannove sono stati assegnati al gruppo che ha assunto la bevanda ad alto contenuto di flavonoidi e 21 a quello che ha ricevuto la bevanda basso contenuto di flavonoidi. La percentuale di dati persi è stata inferiore al 20% e l’aderenza all’assunzione della bevanda superiore al 75%. I risultati hanno evidenziato un piccolo effetto sull’astenia misurato con un questionario denominato Neuro-QoL: misura dell’effetto 0.04, intervallo di confidenza al 95%: 0.40-0.48. L’efficacia dell’assunzione della bevanda sulla tendenza all’affaticamento è stata giudicata moderata in base alla prova del cammino di 6 minuti: misura dell’effetto 0.45, intervallo di confidenza al 95%: 0.18-1.07. Sono stati registrati 7 eventi avversi, 4 nei controlli e 3 nel gruppo che ha assunto la bevanda ad elevato contenuto di flavonoidi e solo 1, che si è comunque risolto, è stato considerato potenzialmente correlato all’assunzione della bevanda.

Nelle conclusioni gli autori affermano che la bevanda ad elevato contenuto di flavonoidi ha dimostrato un potenziale effetto di miglioramento dell’astenia e della tendenza all’affaticamento in malati con sclerosi multipla recidivante remittente. Tali conclusioni tendono a sovrastimare il valore dei risultati ottenuti. Infatti, anche solo considerando il numero dei soggetti valutati, si capisce che la robustezza delle evidenze raccolte è scarsa, tanto più in un ambito, come quello dell’effetto delle componenti nutrizionali, condizionato da grande variabilità. Inoltre, gli stessi autori, nel riportare i risultati sull’astenia, definiscono piccolo l’effetto ottenuto, mentre nelle conclusioni non distinguono con chiarezza l’efficacia evidenziata sui due sintomi considerati. Tra l’altro, nel descrivere il protocollo di studio, si cita un confronto con placebo, ma di seguito si specifica che ambedue i gruppi hanno ricevuto bevande con flavonoidi, che si differenziavano solo per la quantità di queste sostanze che vi erano contenute. Andando più a fondo, si nota che, a parte l’assunzione delle bevande ad elevato o a ridotto contenuto di flavonoidi ai malati veniva richiesto di mantenere la dieta abituale durante il periodo di valutazione, ma non era prevista la misurazione dell’apporto di flavonoidi dell’alimentazione abituale di ciascun soggetto. Questo è un aspetto tutt’altro che secondario perché l’effetto dell’aggiunta di una bevanda contenente flavonoidi sul potenziale di smaltimento dei radicali liberi, è diverso se un individuo con l’alimentazione abituale ne introduce pochi o molti.

In buona sostanza, questa, come tante altre ricerche sulla relazione fra alimentazione e sclerosi multipla, ha prodotto un messaggio accattivante, ma non sostanziato da evidenze adeguate e questo potrebbe alimentare convinzioni sbagliate in chi la legge.         

Tommaso Sacco

Fonte: A randomised double-blind placebo-controlled feasibility trial of flavonoid-rich cocoa for fatigue in people with relapsing and remitting multiple sclerosis; Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry 2019;0:1–7.