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L’attività fisica può avere molti effetti positivi nelle forme progressive di sclerosi multipla

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L’attività fisica può avere molti effetti positivi nelle forme progressive di sclerosi multipla

In persone con forme progressive di sclerosi multipla  e livelli moderati di disabilità, lo svolgimento di adeguati livelli di attività fisica ha indotto miglioramenti significativi della capacità di camminare, dei sintomi di depressione, dell’astenia e di diverse alterazioni delle funzioni cognitive.

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Gli autori dello studio sono partiti dalla considerazione che l’attività fisica ha dimostrato di avere effetti positivi sulla capacità di camminare e sul benessere generale di persone con sclerosi multipla Questi risultati sono coerenti con osservazioni sperimentali che, in modelli animali, hanno evidenziato che l’esercizio può avere effetti protettivi sulle strutture del sistema nervoso centrale (neuro protezione) e nell’uomo può migliorare l’efficienza delle funzioni cognitive. Meno numerose sono le valutazioni di questi effetti eseguite nelle forme progressive di sclerosi multipla.

Quarantadue persone con sclerosi multipla progressiva e disabilità moderata, vale a dire con un punteggio di EDSS compreso fra 4 e 6, sono stati assegnati in maniera casuale ad un tipo di esercizio a scelta fra tre o all’inserimento in una lista di attesa per l’accesso allo stesso tipo di attività, in tempi successivi. L’EDSS, in inglese Expanded Disability Status Scale, traducibile in Scala Espansa dello Stato di Disabilità, è un sistema di punteggio usato per valutare la disabilità dei soggetti con sclerosi multipla, in base alla capacità di svolgere normali attività, come ad esempio il camminare. I tipi di esercizio previsti in questo studio consistevano nell’impiego di un ergometro per le braccia o di un ergometro per le gambe o di un vogatore. Gli ergometri sono strumenti che permettono di svolgere attività fisica regolando lo sforzo applicato. I più tipici sono, appunto, quelli che permettono di pedalare come in bicicletta, ma da fermo, e quindi senza rischiare cadute o traumi. La durata dei cicli di attività fisica è stata di 8-10 settimane.

La misura della fattibilità è consistita nella percentuale di adesione dei malati al ciclo di attività fisica e le variabili usate per valutare l’efficacia dell’attività fisica sono state: il livello di fitness aerobico, la capacità di camminare, la presenza di sintomi di depressione e di astenia  e l’efficienza delle funzioni cognitive misurata con apposite prove. Il fitness aerobico è un indice della capacità dell’organismo di svolgere un’attività fisica continuando a utilizzare l’ossigeno per produrre energia. Esso dipende dal grado di allenamento di un individuo. Quando un soggetto svolge un esercizio più intenso di quello per il quale è allenato, nell’organismo si attivano meccanismi di produzione dell’energia, definiti anaerobici, che prescindono dall’utilizzo dell’ossigeno e che sono meno vantaggiosi e potenzialmente dannosi. Per questo chi non è uno sportivo di livello agonistico o non è particolarmente allenato, non dovrebbe mai sottoporsi a sforzi anaerobi.

Solo il 10% dei soggetti coinvolti nello studio non ha completato il ciclo di attività fisica, a conferma della applicabilità di un programma di questo tipo anche in individui con forme progressive di sclerosi multipla. Si sono osservati significativi miglioramenti del fitness aerobico che può significare, per i malati, maggiore efficienza fisica generale e migliore qualità di vita. Inoltre, capacità di camminare, funzioni cognitive, sintomi di depressione e astenia sono tutti migliorati in maniera statisticamente significativa nelle persone che hanno svolto l’esercizio fisico proposto..

Gli autori hanno concluso sottolineando l’efficacia dell’attività fisica anche in soggetti con forme progressive di sclerosi multipla e auspicando la realizzazione di nuovi studi che confermino questi incoraggianti risultati.

Tommaso Sacco

Fonte: Effects of exercise on fitness and cognition in progressive MS: a randomized, controlled pilot trial; Multiple Sclerosis Journal, 2013 Oct 24.