Apnea ostruttiva del sonno nella sclerosi multipla

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Apnea ostruttiva del sonno nella sclerosi multipla

Uno studio ha valutato la frequenza dell’apnea ostruttiva del sonno in persone con sclerosi multipla rilevando che questo disturbo, insieme ad altri che riducono la qualità del sonno, possa contribuire ad aggravare la sensazione di stanchezza che si rileva in questi soggetti.

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L’apnea ostruttiva del sonno (in inglese: Obstructive Sleep Apnea, OSA) è caratterizzata da fasi nelle quali si interrompe il respiro, in maniera completa o parziale, durante il sonno. Le cause di questo disturbo possono essere di vario tipo ed esso si associa a molte patologie, dall’obesità alla sclerosi multipla. L’OSA ha importanti effetti negativi sia sulla qualità del sonno nelle forme più gravi, sulla concentrazione di ossigeno nel sangue.

Braley e colleghi sono partiti dalla considerazione che la frequenza dell’OSA, nelle persone con sclerosi multipla, non è ben definita, come non lo è il ruolo che questo disturbo del sonno ha nello sviluppo di sintomi, come la sensazione di profonda stanchezza, o astenia, che presentano i malati di sclerosi multipla. Centonovantacinque di essi hanno compilato un questionario relativo alla presenza dell’OSA, alla qualità ed alla quantità del sonno e a vari sintomi che compaiono durante il giorno. Gli stessi soggetti sono stati studiati con quattro scale di riferimento per la valutazione di sonno, sonnolenza, astenia e OSA.

Una diagnosi di OSA vera e propria è stata formulata in 41 delle 195 persone esaminate, definendo una frequenza del 21%. Facendo riferimento ad una scala specifica che valuta la gravità dell’OSA, si è osservato che il rischio di presentare questo disturbo riguardava sia la gran parte dei soggetti nei quali era stata formulata la diagnosi, ma anche più della metà (56%) di quelli nei quali l’OSA non era stata diagnosticata. Questo suggerisce che, anche nelle persone con sclerosi multipla che non hanno una vera e propria OSA, ci possano essere disturbi di questo tipo, sia pure meno frequenti e meno gravi. Un riscontro particolarmente interessante è stato quello della relazione, altamente significativa in termini statistici, fra la gravità dell’astenia da una parte e, dall’altra: elevati punteggi della scala che valutava l’OSA (p=0.01), alta frequenza di sintomi notturni (p<0.0001) e elevati gradi di disabilità (p<0.0001).

Sulla base delle evidenze raccolte, gli autori hanno sottolineato che l’OSA, insieme ad altre alterazioni del sonno, può contribuire in maniera rilevante allo sviluppo dell’astenia nelle persone con sclerosi multipla.

Tommaso Sacco

Fonti: Obstructive sleep apnea and fatigue in patients with multiple sclerosis; Journal of Clinical Sleep Medicine, 2014; 10(2): 155-62.

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