Alimentazione e sintomi della sclerosi multipla: c’è una relazione?

Notizia |
Fact checked
Alimentazione e sintomi della sclerosi multipla: c’è una relazione?

Un gruppo di ricercatori danesi ha eseguito una ricerca per valutare la relazione fra alimentazione e funzione fisica e astenia in persone con sclerosi multipla. Nel complesso, i risultati, che pure non hanno evidenziato effetti statisticamente significativi di specifici cibi, suggerirebbero una migliore funzionalità fisica associata a un’alimentazione con più carboidrati e meno grassi.

Potrebbe interessarti anche…

L’alimentazione è sempre stata importante per le persone con sclerosi multipla. Nell’Angolo dello Specialista dedicato all’argomento si spiega che non esistono diete “miracolose” che guariscono la malattia, ma che, scegliendo con cura i componenti dell’alimentazione, si può migliorare il benessere generale. Fra le ipotesi che vengono formulate, c’è quella di un effetto dei cibi nel modulare le funzioni del sistema immunitario nelle persone con sclerosi multipla e, in questo senso, la dieta potrebbe essere considerata come un complemento, alle cure di efficacia riconosciuta, nel migliorare l’andamento di alcuni sintomi. Albrechtsen e colleghi hanno puntato la loro attenzione sull’effetto dell’alimentazione sulla funzionalità fisica generale e sull’astenia. Hanno quindi eseguito uno studio pilota su 23 malati di sclerosi multipla seguiti ambulatorialmente. L’assunzione degli alimenti è stata registrata con uno specifico diario compilato per quattro giorni. Fra le variabili valutate ci sono stati: la capacità di camminare studiata con un esame denominato test del cammino di 6 minuti (in inglese 6-Minute Walk Test: 6MWT), la funzione polmonare e la gravità dell’astenia e l’impatto di tale sintomo sulle attività del malato, misurati con scale specifiche. In alcune delle analisi eseguite, la quantità carboidrati assunti, in percentuale rispetto al totale delle calorie, si è correlata positivamente con la funzionalità fisica, vale a dire che al crescere della proporzione di carboidrati nella dieta aumentava la funzionalità. Al contrario, all’aumentare della quota di grassi presente nell’alimentazione, la funzionalità fisica peggiorava. Gli autori hanno anche osservato un effetto positivo dell’introduzione di acidi grassi omega 3 e di vitamina D.

Nelle conclusioni, gli autori hanno premesso che gli effetti della dieta osservati nello studio non sono risultati significativi, ma hanno solo fornito indicazioni interessanti che dovrebbero essere verificate in studi più ampi. Volendo aggiungere un ulteriore commento, si può segnalare che questa ricerca, come altre fatte sugli stessi aspetti, non permette di trarre conclusioni a causa del ridotto numero di casi valutati,. Non si può quindi che concordare con gli autori nell’auspicare che si facciano prima o poi studi su casistiche abbastanza ampie.  

Fact checking

Fact checking disclaimer

ll team di Fondazione si impegna a fornire contenuti che aderiscono ai più alti standard editoriali di accuratezza, provenienza e analisi obiettiva. Ogni articolo è accuratamente controllato dai membri della nostra redazione. Inoltre, abbiamo una politica di tolleranza zero per quanto riguarda qualsiasi livello di plagio o intento malevolo da parte dei nostri scrittori e collaboratori.

Tutti gli articoli di Fondazione Merck Serono aderiscono ai seguenti standard:

  • Tutti gli studi e i documenti di ricerca di cui si fa riferimento provengono da riviste o associazioni accademiche di riconosciuto valore, autorevoli e rilevanti.
  • Tutti gli studi, le citazioni e le statistiche utilizzate in un articolo di notizie hanno link o riferimenti alla fonte originale.
  • Tutti gli articoli di notizie devono includere informazioni di base appropriate e il contesto per la condizione o l'argomento specifico.