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Alimentazione e sclerosi multipla: quali suggerimenti dalla ricerca?

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Alimentazione e sclerosi multipla: quali suggerimenti dalla ricerca?

L’influenza delle componenti dell’alimentazione sull’andamento della sclerosi multipla e sullo stato di salute generale di chi ne è affetto da sempre suscita interesse. Una recente revisione della letteratura fa il punto delle evidenze  disponibili.

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La sclerosi multipla è caratterizzata da un accumulo, nel tempo, di danni a carico della mielina, il tessuto che ricopre le cellule del sistema nervoso e le loro estroflessioni (fibre nervose) che trasmettono i segnali nella complessa rete che le unisce. Questo meccanismo è definito de-mielinizzazione e ad esso può conseguire la re-mielinizzazione, un processo di ripristino totale o parziale della guaina mielinica precedentemente distrutta dell’infiammazione. Il danno che rimane a carico delle strutture nervose, come risultato di demielinizzazione e remielinizzazione, si può tradurre in vari gradi di disabilità per i malati di sclerosi multipla.

L’andamento di demielinizzazione e la remielinizzazione dipendono dall’attività di cellule del sistema immunitario e del sistema nervoso le funzioni delle quali sono regolate da molecole come le citochine. Molti fattori sembrano influenzare questi meccanismi, dall’età dei malati, alla genetica, da fattori ambientali, alle sollecitazioni psicologiche, all’alimentazione. Anche se ad oggi non è stato chiarito il peso che l’apporto di alcuni nutrienti hanno sulla evoluzione della malattia, evidenze sperimentali suggeriscono che gli acidi grassi del tipo omega-3 e omega-6 possano contribuire a  contrastare l’infiammazione e la replicazione dei linfociti T, in quanto riducono l’attività di molecole che attivano e alimentano l’infiammazione come i derivati dell’acido arachidonico: prostaglandine, trombossani, ecc.

Un’altra componente della dieta alla quale viene attribuito un ruolo nello sviluppo e nell’andamento nel tempo della malattia è la vitamina D. Livelli ridotti di questa vitamina, per carenza di produzione da parte dell’organismo o per inadeguato apporto con la dieta, sembrano favorire la comparsa della malattia, ma a tutt’oggi mancano dimostrazioni definitive dell’efficacia della sua somministrazione nel ridurre il rischio di ammalare di sclerosi multipla o nel migliorarne il decorso. Infine i polifenoli, contenuti nell’olio di oliva, nel vino rosso e in vari altri alimenti e bevande, hanno mostrato di contrastare la demielinizzazione, modulando la risposta immunitaria.

La maggior parte degli effetti attribuiti a queste componenti della dieta sono stati studiati in modelli sperimentali e mancano adeguate conferme cliniche, anche per le difficoltà che si incontrano nel realizzare studi di questo tipo. Per individuare gli effetti di fattori legati all’alimentazione o all’ambiente sull’andamento di malattie complesse come la sclerosi multipla, di dovrebbero studiare popolazioni molto ampie per periodi di tempo lunghissimi, con evidenti difficoltà operative e alti costi.

Per quanto riguarda la pratica quotidiana, sarebbe comunque opportuno che le persone con sclerosi multipla concordassero con i medici che le seguono una dieta sana ed equilibrata, nella quale siano inclusi tutti gli elementi nutrivi che possano contribuire a a mantenere il benessere generale e a contrastare, ove possibile, gli effetti della malattia.

Tommaso Sacco

Fonte: Nutritional factors and aging in demyelinating diseases; Genes and Nutrition, 2014 Jan;9(1):360.

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