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Aggiornamenti dal Congresso della Accademia Americana di Neurologia 2012: valore prognostico della vitamina D nella Sindrome Clinicamente Isolata

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Aggiornamenti dal Congresso della Accademia Americana di Neurologia 2012: valore prognostico della vitamina D nella Sindrome Clinicamente Isolata

Ricercatori del Centro di sclerosi multipla dell'Ospedale San Raffaele di Milano hanno eseguito uno studio per valutare la correlazione fra i livelli di vitamina D nei soggetti con Sindrome Clinicamente Isolata (Clinically Isolated Syndrome: CIS), il "primo livello" di diagnosi della sclerosi multipla, e la conversione in sclerosi multipla clinicamente definita (Clinically Defined Multiple Sclerosis: CDMS), la forma considerata evolutiva. Molte evidenze suggeriscono che lo sviluppo della sclerosi multipla dipende dalla concomitanza di una predisposizione genetica e di fattori ambientali, fra i quali l'apporto ed il metabolismo della vitamina D. Sono stati analizzati, in maniera retrospettiva, 107 soggetti affetti da CIS afferiti al Centro fra 2000 e 2009. In tutti è stata dosata la concentrazione nel siero di vitamina D e sono state eseguite le più consuete valutazioni cliniche e strumentali. Il 21% dei soggetti considerati ha sviluppato CDMS dopo 1 anno, il 36% dopo 2 anni ed il 44% dopo 5 anni. E' stata rilevata una correlazione inversa statisticamente significativa fra concentrazione nel siero di vitamina D e rischio di conversione da CIS a CDMS. Per correlazione inversa si intende che al diminuire della concentrazione sierica di vitamina D aumentava la probabilità  di conversione da CIS a CDMS. Inoltre i soggetti che hanno sviluppato CDMS avevano livelli di vitamina D particolarmente bassi d'estate. La relazione fra ridotti livelli sierici di vitamina D e sviluppo di CDMS è stata particolarmente evidente per i soggetti che alla diagnosi di CIS avevano un basso numero di lesioni con la risonanza magnetica, e per quelli che non avevano una disseminazione delle lesioni in aree diverse della massa cerebrale. Inoltre bassi valori di vitamina D si sono associati ad un intervallo più breve tra la diagnosi di CIS e quella di CDMS e ad una maggiore frequenza annuale di recidive soprattutto in estate. Nello stesso studio sono stati individuati altri fattori indicativi di conversione a CDMS, quali ad esempio la presenza di lesioni nell'area del cervello vicina al ventricolo cerebrale. Gli autori hanno concluso che i livelli sierici di vitamina D hanno un valore predittivo, indipendente da altri fattori, della conversione da CIS a CDMS.

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Tommaso Sacco

Fonte: 2012 AAN Meeting Abstracts; Neurology, Volume 78, Meeting Abstracts 1

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