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Aggiornamenti dal Congresso della Accademia Americana di Neurologia 2012: Evoluzione a lungo termine della sclerosi multipla benigna.

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Aggiornamenti dal Congresso della Accademia Americana di Neurologia 2012: Evoluzione a lungo termine della sclerosi multipla benigna.

Un gruppo di ricercatori europei ha analizzato in maniera retrospettiva la banca dati dei pazienti con sclerosi multipla del centro di London nell'Ontario (Canada) per individuare fattori che indicassero il rischio che, forme di malattia inizialmente etichettate come benigne, evolvessero poi in quadri clinicamente attivi. Sono stati considerati affetti da forme benigne individui con disabilità  al massimo di grado moderato dopo 10-15 anni dalla comparsa della malattia. Inoltre la conversione ad una forma di sclerosi multipla secondaria progressiva (SMSP) è stata considerata come prova del fatto che la malattia non era più benigna. Sono stati selezionati individui nei quali a 10 anni dalla diagnosi la sclerosi multipla era stata classificata come benigna e per i quali erano disponibili i dati clinici al controllo dei 20. Su questa popolazione, con opportuni metodi statistici, si sono ricercati caratteristiche e fattori in grado di "predire" l'evoluzione della malattia. Nei 339 soggetti selezionati, il 71% era di sesso femminile, l'età  media alla comparsa della malattia era di 27 anni e nel 71% dei casi la sclerosi multipla si era manifestata inizialmente con un solo sintomo e a carico delle funzioni di senso. Al controllo dei 20 anni, circa metà  dei pazienti aveva sviluppato una forma secondaria progressiva. Il sesso femminile e una più giovane età , al momento in cui la malattia era comparsa, erano fattori associati ad una probabilità  che la forma continuasse ad essere benigna a 20 anni. Gli autori hanno concluso che in mancanza di una progressione della sclerosi multipla dopo 10 anni dalla diagnosi la probabilità  che la malattia resti benigna al 20° anno è del 50%. Inoltre sesso femminile e giovane età  alla comparsa favoriscono il mantenimento della condizione di "benignità ".

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Tommaso Sacco

Fonte: 2012 AAN Meeting Abstracts; Neurology, Volume 78, Meeting Abstracts 1

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