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Aggiornamenti dal Congresso dell’ECTRIMS: effetti della carenza di vitamina D e del fumo sulla disabilità

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Aggiornamenti dal Congresso dell’ECTRIMS: effetti della carenza di vitamina D e del fumo sulla disabilità

I risultati di una ricerca presentati al Congresso dell’ECTRIMS hanno dimostrato che le persone con Sindrome Clinicamente Isolata che hanno, nel sangue, concentrazioni molto basse di vitamina D o che fumano tendono ad avere un’evoluzione peggiore della disabilità.

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In occasione del Congresso del Comitato Europeo per il Trattamento e la Ricerca nella Sclerosi Multipla (European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis: ECTRIMS), il Centro della Sclerosi Multipla dell’Ospedale Val d’Hebron di Barcellona in Spagna, ha presentato i risultati di uno studio eseguito su un’ampia popolazione di soggetti con l’obiettivo di valutare l’effetto della vitamina D e del fumo sull’andamento della Sindrome Clinicamente Isolata (in inglese Clinically Isolated Syndrome: CIS). Millecentoventisette persone con questa forma iniziale di sclerosi multipla sono state inserite in un archivio di dati creato fin dal 1995. Tutte avevano più di 50 anni al momento dell’inclusione. Sono state valutate con una risonanza magnetica, con esami di laboratorio e con visite eseguiti al momento della diagnosi e in controlli successivi per un periodo medio di 8 anni. L’andamento della malattia è stato verificato in vari modi, compreso il calcolo del punteggio della EDSS. Per quanto riguarda le concentrazioni di vitamina D nel sangue, il 72% dei soggetti valutati presentava livelli compatibili con una carenza e, nel 9% di essi, la carenza era grave. Rispetto alle persone con CIS che presentavano livelli normali di vitamina D, quelli con carenza grave hanno avuto un rischio più che doppio (2.3 volte) di sviluppare disabilità. Tale amplificazione del rischio è risultata indipendente da sesso, età alla diagnosi e quadro di risonanza magnetica. Facendo riferimento alla misurazione nel sangue di una molecola denominata cotinina, sono stati individuati i soggetti fumatori. Essi erano il 43% del totale del gruppo (n=464) che era stato sottoposto a questo accertamento. Rispetto ai non fumatori, le persone che fumavano hanno mostrato un rischio di quasi due volte e mezzo maggiore (2.4 volte) di accumulare disabilità. In apparente contraddizione con l’effetto negativo della carenza di vitamina D e del fumo sull’evoluzione della disabilità c’è il riscontro della mancata relazione fra ciascuno di questi due fattori e la conversione della CIS in sclerosi multipla clinicamente confermata, ma studi futuri potranno chiarire questo aspetto.

Maria Isabel Zuluaga, che ha presentato i risultati della ricerca, ha sottolineato che la carenza di vitamina D e il fumo hanno effetti diretti, e indipendenti da altri fattori, sul peggioramento della disabilità, nei malati con CIS.

Tommaso Sacco

Fonte: Medscape