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Aggiornamenti dal Congresso dell’ECTRIMS: confermata l’importanza della riabilitazione nella sclerosi multipla

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Aggiornamenti dal Congresso dell’ECTRIMS: confermata l’importanza della riabilitazione nella sclerosi multipla

Due studi presentati al Congresso dell’ECTRIMS hanno confermato l’importanza della riabilitazione e hanno indicato come essa possa essere eseguita in vari modi nelle persone con sclerosi multipla. Dati raccolti in Italia indicano però che l’accesso alla riabilitazione non è facile e cambia da Regione a Regione.

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Al Congresso del Comitato Europeo per il Trattamento e la Ricerca nella Sclerosi Multipla (European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis: ECTRIMS), Finn Boesen e colleghi hanno illustrato i risultati di una ricerca eseguita su 247 soggetti con sclerosi multipla, di età compresa fra 18 e 65 anni e con un punteggio massimo di EDSS di 7.5. Una parte delle persone arruolate nello studio è stata sottoposta a un trattamento di riabilitazione di 20 giorni, applicato coinvolgendo vari operatori sanitari, mantenendo i malati in Ospedale per un totale di 4 settimane. I riscontri ottenuti in tale gruppo sono stati confrontati con quelli raccolti in un gruppo di controllo, nel quale non era stata eseguita alcuna riabilitazione. L’assegnazione del tipo di approccio è avvenuta in maniera randomizzata. Il protocollo di riabilitazione comprendeva vari tipi di intervento, da una fisioterapia convenzionale a incontri con psicologi, a sedute di equitazione e altri ancora. Nel gruppo in cui è stata applicata la riabilitazione si sono osservati significativi miglioramenti di diverse variabili indicative del livello di Qualità di Vita e dell’atteggiamento psicologico dei malati, rispetto al gruppo nel quale non era stata applicata la riabilitazione. Non si sono invece osservati miglioramenti della funzionalità fisica. Alcuni esperti hanno commentato i risultati segnalando che, una parte dei benefici ottenuti, potrebbe essere attribuita al fatto che i soggetti sottoposti all’approccio di riabilitazione si sono sentiti più “curati” degli altri. Qualcuno ha anche sottolineato che, al miglioramento della Qualità di Vita, non è corrisposto quello della funzionalità fisica e che, nelle persone con sclerosi multipla, questo secondo obiettivo è più importante. A queste considerazioni si potrebbe aggiungere che un protocollo di riabilitazione da applicare su soggetti ricoverati ha costi elevati e può determinare un peso importante sui centri che lo gestiscono.

Una possibile alternativa alla riabilitazione che richiede un ricovero, è quella proposta in un’altra ricerca, che ha confrontato un programma di esercizi eseguiti al domicilio per 5 giorni alla settimana per 8 settimane senza alcuna supervisione con un programma di esercizi guidato a distanza con istruzioni vocali e visive da ripetere 2 o 3 volte alla settimana e con un terzo programma ancora svolto presso una struttura sanitaria 3 volte alla settimana. E’ interessante segnalare che, se il 60% dei soggetti coinvolti aveva una forma recidivante remittente di sclerosi multipla, altri avevano quella secondariamente progressiva (23%) e quella primaria progressiva (17%). I risultati hanno dimostrato che l’effetto sul cammino è stato positivo per tutti e tre i metodi di riabilitazione, senza differenze significative fra di essi. Altri risultati, relativi al mantenimento dell’equilibrio, alla capacità di salire gradini e ad altri aspetti della funzione fisica e psichica, sono stati simili nel gruppo nel quale la riabilitazione è stata guidata a distanza e in quello gestito presso la struttura. Secondo alcuni commentatori, le evidenze raccolte in questo studio hanno confermato che la riabilitazione a distanza può essere altrettanto efficace di quella gestita presso i Centri e che tale soluzione andrebbe considerata, non solo per i malati che vivono in piccoli centri, ma anche per quelli delle grandi città, anche se il rapporto diretto con il fisioterapista ha comunque la sua importanza. D’altra parte, se scarsa disponibilità di risorse, mancanza di strutture adeguate o difficoltà del malato a recarsi presso il Centro di riferimento limitano la possibilità di fare fisioterapia presso strutture specialistiche, la riabilitazione a distanza dovrebbe sempre essere proposta come alternativa, anche perché le nuove generazioni di malati sono molto più disinvolte nell’adeguarsi a questi programmi.

Buone notizie, quindi, dal Congresso dell’ECTRIMS: i programmi di riabilitazione devono diventare parte integrante della gestione dei malati di sclerosi multipla. Meno buone quelle che riportano i giornali italiani. Dati raccolti in Italia indicano che i tagli ai servizi offerti dal Servizio Sanitario Nazionale stanno scaricando molte prestazioni essenziali sui malati e sulle loro famiglie e che la riabilitazione per malati cronici, come quelli che hanno la sclerosi multipla, è una delle forme di assistenza che non è fornita sempre e dovunque gratuitamente e in maniera adeguata.

Tommaso Sacco

Fonte: Medscape, Corriere della Sera