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Come affrontare al meglio le forme di sclerosi multipla ad elevata attività

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Come affrontare al meglio le forme di sclerosi multipla ad elevata attività

Un gruppo internazionale di ricercatori ha eseguito una revisione della letteratura per valutare i migliori trattamenti nei casi di sclerosi multipla recidivante remittente che si manifestano con un livello di attività particolarmente elevato. L’approccio cosiddetto di “induzione” offre dei vantaggi nella gestione di questi quadri.

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Le terapie dirette verso i meccanismi che provocano le alterazioni del sistema nervoso caratteristiche della sclerosi multipla intervengono sia sui danni localizzati, che su quelli diffusi e possono tenere sotto controllo la malattia a lungo termine. Il danno localizzato, che consiste nelle lesioni provocate dall’infiammazione, è quello che si manifesta, da un punto di vista clinico, con le recidive dei sintomi. Il danno diffuso viene invece identificato con la degenerazione di alcune aree di tessuto del sistema nervoso centrale ed è all’origine dell’evoluzione della disabilità e dell’alterazione delle funzioni cognitive. Per molti anni le uniche cure per la sclerosi multipla sono consistite in farmaci di prima linea che hanno dimostrato di essere efficaci nel ridurre l’infiammazione e nel prevenire le recidive in molti malati. D’altra parte, questi trattamenti non riuscivano a controllare la malattia quando essa mostrava livelli di attività particolarmente elevati. In tempi più recenti sono stati proposti prodotti che hanno dimostrato un livello di potenza superiore, seppure a fronte di un maggiore rischio di effetti collaterali. Questi trattamenti sono in grado di affrontare in maniera più aggressiva processi infiammatori e meccanismi di danno, permettendo di controllare le forme più attive di sclerosi multipla recidivante remittente. Alcuni di essi hanno determinato miglioramenti della progressione della disabilità e di riscontri strumentali relativi ai danni sviluppatisi nel cervello.

Sulla base delle evidenze raccolte, gli autori della revisione raccomandano che, nelle persone con sclerosi multipla recidivante remittente ad elevata attività, si prenda in considerazione l’approccio definito di induzione che consiste nel somministrare un farmaco più potente per affrontare inizialmente la malattia ed eventualmente passare ad altri approcci nelle fasi successive. Tutto ciò sempre tenendo in considerazione: il bilancio fra il beneficio atteso dalla cura e i rischi di effetti indesiderati che essa comporta, il fatto che non tutti i malati possono ricevere alcune terapie e la necessità di personalizzare i protocolli di trattamenti per ogni singolo soggetto.

Tommaso Sacco

Fonte: Induction therapy for the management of early relapsing forms of multiple sclerosis. A critical opinion; Expert Opinion on Pharmacotherapy, 2017 Oct;18(15):1553-1556.