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Aderenza alla cura della sclerosi multipla: problemi e possibili soluzioni

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Aderenza alla cura della sclerosi multipla: problemi e possibili soluzioni

L'aderenza alla terapia è oggi considerata uno fra i fattori che possono condizionare il successo della gestione clinica della sclerosi multipla. Un'esperta di sclerosi multipla italiana, Alessandra Lugaresi, ha pubblicato di recente un articolo nel quale spiega come l'utilizzo di auto-iniettori possa aiutare la persona con sclerosi multipla ed il medico a gestire meglio la cura.

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I farmaci di prima scelta nella sclerosi multipla, ed in particolare nella forma denominata Sindrome Clinica Isolata (in inglese Clinically Isolated Syndrome: CIS) e in quella Recidivante Remittente (in inglese Relapsing Remiting Multiple Sclerosis: RRMS), si somministrano mediante iniezioni sottocutanee o intramuscolari e ciò può ridurre l'aderenza delle persone con sclerosi multipla ai trattamenti. Questo può limitare l'efficacia dei farmaci stessi nel controllare i sintomi e nel rallentare la progressione della malattia. Fra le soluzioni proposte per questo problema ci sono gli auto-iniettori, vale a dire dispositivi che ottimizzano la somministrazione del farmaco e che possono avere ulteriori funzioni, come la modulazione della dose somministrata ed il monitoraggio del trattamento nel tempo. I dati e le informazioni, che lo strumento registra, sono di grande aiuto al medico e al soggetto trattato che possono così discutere i problemi emersi nel corso della cura sulla base di dati oggettivi e trovare soluzioni che aumentino l'aderenza alla cura stessa e garantiscano i migliori livelli di efficacia.

Tommaso Sacco

Fonte: Expert Opinion on Drug Delivery; 2012 Dec 20.