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A Bari uno dei centri SM più importanti d'Europa

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A Bari uno dei  centri SM più importanti d'Europa

In occasione del congresso europeo di Madrid e di quello nazionale della società Italiana di Neurologia, la Prof.ssa Trojano, direttrice dell'Unità operativa di diagnosi e cura delle malattie demielinizzanti del Policlinico di Bari, ha reso noti i risultati raggiunti.

Oltre 3.000 pazienti affetti da SM provenienti da tutto il centro sud, 1.200 dei quali trattati con Interferone beta monitorati con cadenza trimestrale, altri 150 seguiti con trattamenti diversi ed un evoluto database informatico in cui si riversano i dati sui casi di SM raccolti da 20 centri in tutta Italia: questi sono i numeri del centro di eccellenza per la SM del Policlinico di Bari, riferiti dalla Prof.ssa Maria Trojano, direttrice dell’Unità operativa di diagnosi e cura delle malattie demielinizzanti.

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L’occasione per fare il punto sui traguardi raggiunti e le nuove speranze per i malati di SM, è stata offerta sia dal recente congresso europeo di Madrid, sia da quello nazionale della società Italiana di Neurologia, che si è chiuso il 18 ottobre scorso a Bari, presso la Fiera del Levante.

La Prof.ssa Trojano, ordinario di Neurologia all’università di Bari, alla guida di quello che rappresenta uno dei centri di eccellenza per la SM più importanti di Italia, ha evidenziato che l’ampiezza dei dati apportata dai propri studi è tra la più rilevante in Italia se non addirittura in Europa.

Nato dalla precedente esperienza dell’Istituto di Malattie Nervose e Mentali di Bari, il centro è stato diretto dai Professori Eugenio Ferrari prima e Paolo Livrea poi, specializzandosi nella cura e nell’assistenza delle persone con Sclerosi multipla fino a diventare un punto di riferimento imprescindibile nell’ambito della Sm.

L’ambulatorio, oggi in ristrutturazione, è riconosciuto quale Centro di Coordinamento Regionale per la dispensazione del trattamento con Interferone beta dedicato principalmente ai malati con forme di sclerosi remittente e progressiva secondaria e coordina una banca dati nazionale il cui server è sito presso l’Istituto Mario negri Sud nella quale affluiscono i dati di 20 centri italiani. Al momento il centro consta di un laboratorio specializzato, sei posti letto e un day hospital.

Il Prossimo obiettivo dell’equipe della Prof.ssa Trojano, è pubblicare uno studio su 1500 pazienti, di cui 1100 trattati con Interferone e 400 non trattati, della durata di 7 anni, che dimostri come l’Interferone-beta pur non curando la malattia, riduce le ricadute, ritarda  la perdita di autosufficienza e migliora la qualità della vita e la sopravvivenza dei pazienti affetti da SM.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonti: Il Corriere del Mezzogiorno 18/10/06;

 

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