La gestione della forma Primariamente Progressiva

La gestione della forma Primariamente Progressiva

Per questa forma di sclerosi multipla, non si dispone di tante alternative terapeutiche, quante ce ne sono per la CIS e per la SMRR. Gli studi che hanno valutato interferone beta, glatiramer acetato e fingolimod, non hanno evidenziato effetti sull’evoluzione della disabilità di soggetti con questa forma di sclerosi multipla. D’altra parte, con tutti e tre i trattamenti si sono osservati effetti significativi sulle variabili di danno verificabili con la risonanza magnetica. L’ocrelizumab è l’unico DMD che si è dimostrato in grado di modificare la progressione della malattia in persone con sclerosi multipla primariamente progressiva che siano ancora in grado di camminare. Il rituximab, in questa forma di sclerosi multipla, ha dimostrato effetti promettenti, ma non conclusivi. Mancano studi clinici che abbiano valutato i benefici terapeutici dei DMDs, nelle persone con SMPP che non sono più in grado di camminare, su altre importanti funzioni come vista, funzioni cognitive e funzionalità degli arti superiori.

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Tommaso Sacco

Bibliografia

  • Agenzia del Farmaco
  • EMA
  • A Rae-Grant e coll. Practice guideline recommendations summary: Disease-modifying therapies for adults with multiple sclerosis. Neurology® 2018;90:777-788.
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