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Farmaci di prima linea

Interferoni

Due sono i tipi di interferone impiegati nella sclerosi multipla: l’interferone beta1a e il beta1b. L’introduzione dell’interferone ha rappresentato una rivoluzione nella gestione della malattia, essendo stato il primo farmaco indicato nella forma recidivante remittente. La molecola si definisce glicoproteica, in quanto costituita da una parte glucidica (zuccherina) e da una proteica. Molti sono stati i meccanismi d’azione attribuiti all’interferone ed altri ancora continuano ad essere scoperti, ma, nel suo insieme, l’effetto dell’interferone viene definito antiinfiammatorio, vale a dire in grado di contrastare l’infiammazione.

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Ricordando che sono le prime fasi della sclerosi multipla ad essere caratterizzate da fenomeni di infiammazione (vedi questa scheda), risulta evidente che il farmaco ha il massimo potenziale di efficacia nelle forme precoci della malattia e gli esperti suggeriscono di avviarne l’impiego il più presto possibile. Infatti, l’interferone ha dimostrato di poter ritardare la comparsa del secondo episodio clinico negli individui affetti da CIS. Per secondo episodio clinico si intende la manifestazione di sintomi o il rilievo di alterazioni, a carico del sistema nervoso centrale (SNC), in individui che avevano presentato un precedente episodio.

Numerosi studi clinici su ampie casistiche e con periodi di osservazione molto protratti hanno confermato l’efficacia dell’interferone e valutazioni eseguite nella pratica clinica, fra le quali un’importante ricerca italiana, hanno evidenziato un effetto dell’interferone nel migliorare la storia naturale della malattia, cioè la sua evoluzione negli anni.

L’interferone “peghilato”, o peg-interferone, è stato messo a punto molti anni dopo l’introduzione in clinica dei primi interferoni. In questo prodotto, la molecola di interferone è stata legata ad un’altra molecola, denominata metossi-polietileneglicole, con l’obiettivo di prolungarne l’effetto, come premessa a una somministrazione meno frequente degli altri interferoni. Nell’elenco di link riportato di seguito c’è anche quello che dà accesso alla scheda tecnica di questo prodotto.

In alcuni casi, in corso di trattamento con interferone, si osserva lo sviluppo di anticorpi che vengono diretti dal sistema immunitario verso la molecola, riducendone l’efficacia. Gli anticorpi sono molecole che il sistema immunitario produce per difendere l’organismo da agenti lesivi, ma che per errore possono essere dirette anche contro componenti dello stesso organismo o, come in questo caso, contro un farmaco. Un meccanismo simile si può sviluppare anche nei confronti di un altro farmaco impiegato nella sclerosi multipla, il natalizumab.

I link sotto riportati, per ciascun tipo di interferone, danno accesso alle rispettive schede tecniche:

Gestione della sicurezza dei singoli farmaci: Interferoni

Glatiramer acetato

Questo farmaco, chiamato anche copolimero-1, è stato per molti anni l’unica alternativa agli interferoni, come terapia di prima linea della sclerosi multipla. Consiste in una miscela di proteine sintetiche, formate da quattro aminoacidi, che assomigliano alle componenti della mielina, coinvolte nei fenomeni di autoimmunità. Sulla base di queste caratteristiche cliniche, si ritiene che somministrando il glatiramer acetato, si distolga il sistema immunitario dall’attaccare la mielina. Il meccanismo d’azione del farmaco è comunque ancora oggetto di studio ed evidenze sperimentali farebbero ipotizzare anche effetti di protezione del tessuto nervoso.

L’efficacia del glatiramer acetato è stata valutata in vari studi clinici ed oggi esso viene proposto nel trattamento sia della CIS che delle forme di sclerosi multipla recidivante remittente.

A questo link è possibile accedere alla scheda tecnica del prodotto.

Gestione della sicurezza dei farmaci: Glatiramer acetato

Dimetil-fumarato

Il dimetil-fumarato è indicato oggi nel trattamento della sclerosi multipla, dopo che, in precedenza, molecole simili sono state impiegate nella cura della psoriasi. Il meccanismo del dimetilfumarato nella sclerosi multipla non è del tutto definito. Gli studi indicano che esso attiva meccanismi con effetto antiossidante. Per ulteriori dettagli, accedere alla scheda tecnica del prodotto al seguente link.

Gestione della sicurezza dei farmaci: Dimetilfumarato

Teriflunomide

La teriflunomide è una molecola che deriva dalla lenflunomide, della quale è considerata la forma attiva. La teriflunomide è un farmaco ad azione immunomodulante che contrasta l’infiammazione. Esso inibisce in modo selettivo e reversibile la sintesi della pirimidina e, in tal modo, riduce la riproduzione di cellule che necessitano della sintesi questa molecola. L’esatto meccanismo con il quale teriflunomide esercita il proprio effetto curativo nella sclerosi multipla non è completamente chiaro, ma è mediato da una riduzione del numero dei linfociti. Per approfondimenti sul prodotto, si rimanda alla sua scheda tecnica.

Gestione della sicurezza dei farmaci: Teriflunomide

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