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Fattori ambientali

Fattori ambientali

Una premessa doverosa per introdurre le informazioni che seguono, relative ai fattori di rischio ambientali per la sclerosi multipla, è che studiarne l’effetto è molto difficile. Infatti, la loro valutazione dovrebbe usare due approcci. Il primo è quello di verificare, su popolazioni sufficientemente ampie, se un determinato fattore di rischio si associa ad una maggiore frequenza di comparsa della malattia. Il secondo dovrebbe consistere in un intervento sul fattore di rischio che ha dimostrato un effetto, per eliminarlo e confermare che, la sua abolizione, riduce la prevalenza della sclerosi multipla. Il primo approccio consisterebbe in studi epidemiologici, ma non è possibile, o è molto difficile, individuare una popolazione nella quale sia presente un unico fattore di rischio e un'altra uguale, di confronto, nella quale quel fattore non è presente e non ce n’è nessun altro che eserciti un’influenza. Per fare un esempio banale, se si vuole determinare quanto l’esposizione al sole aumenti il rischio di ammalare di sclerosi multipla, bisognerebbe avere una popolazione che, fin dalla nascita, si espone molto al sole e un’altra che vi si espone molto meno. Inoltre, per essere sicuri che quello che si misurerà sia l’effetto dell’esposizione al sole, bisognerebbe che per tutte le altre caratteristiche le due casistiche fossero identiche: età, sesso, alimentazione, attività fisica, microbiota, abitudine al fumo, assunzione di alcol, ecc.. Se, infatti, per una o più di queste caratteristiche le due popolazioni fossero diverse, non si sarebbe sicuri che la variazione di frequenza della malattia fosse dovuta solo all’esposizione al sole. Il secondo approccio, quello “di intervento” non è più facile. Una volta dimostrato che nella popolazione con una ridotta esposizione al sole ci fosse un maggiore rischio di ammalare di sclerosi multipla, bisognerebbe suddividerla in due gruppi. Uno dovrebbe esporsi di più al sole e l’altro continuare a esporvisi poco. Dopo un periodo di tempo congruo, si dovrebbe verificare se la diversa esposizione cambia in maniera statisticamente significativa la prevalenza della sclerosi multipla. Ma nel frattempo, per tutta durata del periodo di osservazione, i soggetti appartenenti ai due gruppi dovrebbero mantenere abitudini identiche, in termini di alimentazione, fumo, alcol, ecc. Per ovviare al problema della omogeneità delle caratteristiche delle casistiche che si confrontano, l’unica alternativa sarebbe utilizzare casistiche molto grandi, di centinaia di migliaia o di milioni di persone, che richiedono investimenti enormi. È per questi motivi che gli studi che valutano l’effetto dei fattori di rischio ambientali sulla prevalenza della sclerosi multipla non forniscono evidenze conclusive e che le ricerche che potrebbero produrre quelle evidenze non vengono fatte.

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Tommaso Sacco

Vedere anche nella sezione Fattori di rischio di comparsa e di progressione:

Bibliografia

  • DS Goodin. The nature of genetic susceptibility to multiple sclerosis: constraining the possibilities. BMC Neurology (2016) 16:56 DOI 10.1186/s12883-016-0575-6.
  • Horton R, Wilming L, Rand V, Lovering RC, Bruford EA, Khodiyar VK, Lush MJ, Povey S, Talbot CC Jr, Wright MW, Wain HM, Trowsdale J, Ziegler A, Beck S. Gene map of the extended human MHC. Nat Rev Genet. 2004 Dec;5(12):889-99.
  • Y Galina e coll. Epigenetic research in multiple sclerosis: progress, challenges,
  • and opportunities. Physiol Genomics 2017; 49: 447–461.
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