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Area geografica, esposizione al sole e vitamina D

Area geografica, esposizione al sole e vitamina D

Fra i fattori predisponenti riferibili all’ambiente, da tempo si sono raccolti dati che dimostrano un’influenza della latitudine, con maggior rischio di ammalare degli abitanti di aree a nord del globo, a quelli di zone relativamente più vicine all’equatore. Tremlett e colleghi hanno valutato se l’esposizione al sole nei primi anni di vita, cioè dai 5 ai 15 anni e dai 16 ai 20 anni, e per i decenni successivi ha un effetto sullo sviluppo della sclerosi multipla. Sono stati presi in considerazione 151 persone con sclerosi multipla e 235 simili per età, ma senza la malattia. Tutti i dati sono stati estratti dall’archivio di un grande studio epidemiologico chiamato Nurses’ Health Study (Studio della Salute delle Infermiere), una ricerca iniziata nel 1976 e che, ad oggi, coinvolge circa 280.000 infermiere. Una ricerca pubblicata nel 2018 ha fornito una nuova conferma di questa ipotesi. Tremlett e colleghi hanno dimostrato che vivere in un’area a maggiore intensità di raggi del sole ha comportato una riduzione del 45% del rischio di sviluppare sclerosi multipla. Una riduzione simile del rischio, del 51-52%, si è osservata in associazione a esposizioni al sole medie o elevate fra i 5 e i 15 anni di età e nei 5-15 anni precedenti alla comparsa della sclerosi multipla. Inoltre, nella fascia di età da 5 a 15 anni, vivere in una zona di alta intensità dei raggi del sole e avere la più alta esposizione al sole d’estate ha più che dimezzato il rischio di ammalare di sclerosi multipla.

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Ci si è anche chiesti in che modo l’ambiente “nordico” possa determinare il suo effetto e, fra le altre ipotesi formulate, si è considerato che ci possano essere carenze di vitamina D, dovute a una minore esposizione ai raggi solari. È noto, infatti, che i raggi del sole (raggi ultravioletti) sono indispensabili per un’adeguata produzione di vitamina D da parte dell’organismo e oggi si sa che la vitamina D contribuisce a regolare il sistema immunitario. D’altra parte, anche per altre malattie autoimmuni si è rilevata una relazione con carenze di vitamina D. Un’altra ipotesi di relazione fra latitudine e frequenza della sclerosi multipla fa riferimento a variazioni della produzione dell’ormone melatonina che contribuisce a regolare varie funzioni dell’organismo, dal ritmo di sonno e veglia alle risposte del sistema immunitario.

Tommaso Sacco

Vedere anche nella sezione Fattori di rischio di comparsa e di progressione:

Bibliografia

  • DS Goodin. The nature of genetic susceptibility to multiple sclerosis: constraining the possibilities. BMC Neurology (2016) 16:56 DOI 10.1186/s12883-016-0575-6.
  • Horton R, Wilming L, Rand V, Lovering RC, Bruford EA, Khodiyar VK, Lush MJ, Povey S, Talbot CC Jr, Wright MW, Wain HM, Trowsdale J, Ziegler A, Beck S. Gene map of the extended human MHC. Nat Rev Genet. 2004 Dec;5(12):889-99.
  • Y Galina e coll. Epigenetic research in multiple sclerosis: progress, challenges,
  • and opportunities. Physiol Genomics 2017; 49: 447–461.
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