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Alimentazione

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Da sempre si cercano fattori di rischio dello sviluppo della sclerosi multipla anche fra i componenti dell’alimentazione. In particolare negli ultimi anni, si sono susseguite proposte, rilanciate dalla rete, di diete efficaci nel prevenire la malattia o nel migliorarne l’andamento. Nonostante tali proposte non siano abitualmente documentate da attendibili dimostrazioni di efficacia e di sicurezza, tanti vi aderiscono, con aspettative elevate sul loro effetto benefico. Una revisione della letteratura pubblicata nel 2018 ha valutato tutti gli approcci dietetici proposti per ridurre il rischio di sviluppo della sclerosi multipla o per migliorare il suo andamento in chi ne è affetto. Uno degli interventi nutrizionali più datati è quello della riduzione dell’assunzione di grassi saturi con gli alimenti, che fu proposto già negli anni ’50. Più di recente, alcuni studi hanno riportato una riduzione della probabilità di sviluppo di malattie demielinizzanti, come la sclerosi multipla, associata a una maggiore assunzione di acidi grassi poli-insaturi di tipo omega-3 e, in particolare, di quelli presenti nel pesce. D’altra parte, solo poche ricerche hanno valutato se la modificazione dell’alimentazione, ad esempio la riduzione dei grassi saturi o l’aumento di quelli poli-insaturi nella dieta, determinino benefici significativi. Nella revisione della letteratura sono stati presi in considerazione i risultati di studi relativi all’effetto di altri fattori alimentari, come l’assunzione di olii di semi, cibi ricchi di fibre e vitamina D, sull’andamento dei sintomi, sul benessere generale e sullo stato dell’infiammazione in persone affette da sclerosi multipla. Anche da questo punto di vista, non si sono raccolte evidenze conclusive a favore o contro questi approcci. Dalle evidenze finora raccolte sulla relazione fra alimentazione e sclerosi multipla si può concludere che esse propongono spunti interessanti che meritano approfondimenti, ma che solo studi specifici con metodi adeguati e casistiche sufficientemente ampie potranno produrre risultati conclusivi. Per ulteriori dettagli su questo argomento, si rimanda alla scheda su nutrizione e sclerosi multipla.

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Tommaso Sacco

Vedere anche nella sezione Fattori di rischio di comparsa e di progressione:

Bibliografia

  • DS Goodin. The nature of genetic susceptibility to multiple sclerosis: constraining the possibilities. BMC Neurology (2016) 16:56 DOI 10.1186/s12883-016-0575-6.
  • Horton R, Wilming L, Rand V, Lovering RC, Bruford EA, Khodiyar VK, Lush MJ, Povey S, Talbot CC Jr, Wright MW, Wain HM, Trowsdale J, Ziegler A, Beck S. Gene map of the extended human MHC. Nat Rev Genet. 2004 Dec;5(12):889-99.
  • Y Galina e coll. Epigenetic research in multiple sclerosis: progress, challenges,
  • and opportunities. Physiol Genomics 2017; 49: 447–461.
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