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Diagnosi della Sclerosi Multipla

La difficoltà di definire con precisione la diagnosi di sclerosi multipla da una parte e dall’altra l’importanza di iniziare il più presto possibile le cure hanno spinto da tempo gli esperti di questa malattia a definire dei criteri che permettano di ridurre al minimo le possibilità di errore. Infatti evitare ritardi nell’avvio della terapia è importante quanto minimizzare il rischio di identificare come sclerosi multipla una diversa condizione clinica. Dei molti criteri diagnostici proposti negli ultimi decenni alcuni  hanno riguardato solo le evidenze raccolte con gli esami per immagine (ad esempio la risonanza magnetica: RM), altri hanno considerato combinazioni di evidenze cliniche e risultati di esami strumentali e di laboratorio. Quelli che hanno avuto la massima diffusione sono i cosiddetti criteri di McDonald, dal nome dell’autore principale del primo articolo che li descrisse, pubblicato nel 2001.

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Per mantenere nel tempo la loro validità, i criteri diagnostici dovrebbero essere periodicamente aggiornati in base ai riscontri sulla loro efficacia che raccolgono gli specialisti e tenendo conto anche dei progressi dei principali strumenti di diagnosi utilizzati. Rispetto alla loro prima versione, i criteri di McDonald sono stati aggiornati due volte: nel 2005 e nel 2010. L’ultima revisione è stata eseguita da un gruppo di esperti che ha rivisto criticamente le esperienze raccolte nei cinque anni precedenti ed ha introdotto una serie di modifiche finalizzate a renderli più efficaci e più facilmente applicabili da tutti gli specialisti.  Fra le priorità segnalate dagli esperti ci sono state: la necessità di differenziare accuratamente la sclerosi multipla dalla neuromielite ottica, l’importanza di rendere la diagnosi la più tempestiva possibile e l’opportunità di prendere in considerazione, nella formulazione della diagnosi, sintomi riferiti dalle persone che si rivolgono agli specialisti, anche se non verificati direttamente da questi ultimi. Di qui l’importanza sempre maggiore della capacità degli individui di osservare e di registrare i sintomi ipoteticamente attribuibili alla sclerosi multipla, per poi condividerli con il medico al quale si rivolgono.

Bibliografia

  • C.H. Polman e coll. Diagnostic Criteria for Multiple Sclerosis: 2005 Revisions to the “McDonald Criteria”. Ann. Neurol. 2005 ;58:840–846.
  • C.H. Polman e coll. Diagnostic Criteria for Multiple Sclerosis: 2010 Revisions to the McDonald Criteria. Ann. Neurol. 2010; 69:292–302.

 

 

Glossario

Risonanza Magnetica

Tecnica di immagine basata sulle differenti proprietà magnetiche dei tessuti. L'esposizione di un’area dell’organismo a un campo magnetico di elevata intensità determina nei tessuti una serie di reazioni che vengono “lette” dall’apparecchiatura come immagini dell’anatomia dell’area stessa La risonanza magnetica è in grado di evidenziare lesioni demielinizzanti con grande accuratezza, di valutare la struttura delle lesioni stesse e di fornire ulteriori informazioni sulle loro caratteristiche biochimiche e funzionali, applicando modalità particolarmente avanzate.

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