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Epidemiologia

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Per studiare l’epidemiologia della sclerosi multipla, gli studi più attendibili sono quelli di popolazione, perché permettono di registrare informazioni su tutti gli aspetti della malattia: dalle patologie associate ai protocolli di gestione. I dati così raccolti sono utili a migliorare l’assistenza fornita ai malati. Per ottenere dati da utilizzare negli studi epidemiologici, sono molto utili i Registri Nazionali di malattia, cioè quegli archivi di dati nei quali sono inseriti tutti i dati e le informazioni relative alle persone affette da una determinata malattia in un Paese. In Europa esistono molti registri nazionali della sclerosi multipla che stanno seguendo da anni i malati. Si stima che, in Europa, ci siano 600.000 persone con sclerosi multipla e questo numero corrisponde a una prevalenza mediana di 5.5 casi ogni 100.000 cittadini. Nel capitolo dedicato all’epidemiologia di un volume sulla sclerosi multipla pubblicato nel 2017, gli autori hanno elencato molti dei lavori epidemiologici eseguiti in Europa dagli anni ’80 ad oggi. Dal confronto fra i valori di prevalenza riportati nelle diverse ricerche, si rileva che c’è una discreta variabilità della frequenza della malattia.

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Nello stesso capitolo citato in precedenza, si indica l’Italia come Paese a rischio elevato di sviluppo di sclerosi multipla, con i valori più alti di prevalenza registrati in Sardegna. Una stima, eseguita dall’Associazione Italiana della Sclerosi Multipla (AISM) nel 2014, ha indicato in 75.000 il numero di malati di sclerosi multipla in Italia con un’incidenza di 2000 nuovi casi per anno. Si tratta, però, di una stima perché gli studi epidemiologici eseguiti in Italia non hanno mai analizzato la frequenza della malattia nell’intero Paese, ma sempre e soltanto in aree geografiche più o meno limitate. I valori di prevalenza riportati in tali ricerche variano da 94/100.000 di una casistica di residenti sul versante occidentale dell’Etna a 188/100.000 in Toscana, fino al valore di 224/100.000 della Sardegna. In questa Regione, quindi, la prevalenza della sclerosi multipla è più elevata sia rispetto all’Italia continentale, che rispetto alla Sicilia. D’altra parte, va considerato che in Sardegna si presentano con una frequenza più alta tutte le malattie autoimmunitarie e tale particolarità è posta in relazione con il fatto che gli abitanti della Sardegna hanno un corredo di geni molto più omogeneo di quello degli italiani di altre Regioni. Questo li esporrebbe a una maggiore probabilità di sviluppare malattie di questo tipo, fra le quali la sclerosi multipla.

Nei primi mesi del 2018 sono stati pubblicati due studi epidemiologici eseguiti sugli abitanti di specifiche aree geografiche. Uno è stato fatto nella Repubblica di San Marino, nella quale precedenti valutazioni avevano dimostrato una prevalenza di 51.6/100.000 nel 1982 e di 166.7/100.000 nel 2007. Per quanto riguarda l’incidenza il valore medio annuale, riferito al periodo 1990-2005, è stato di 7.9/100.000. I dati pubblicati nel 2018 si riferiscono a una ricerca epidemiologica di popolazione e indicano un’incidenza media annuale per il periodo 2005-2014 di 7.7 (IC al 95%: 4.9-11.4) per 100.000. Si è rilevata anche una differenza importante fra i due sessi con un’incidenza di 11.9 (IC al 95%: 7.2-18.6) per 100.000 nelle femmine e di 3.3 (IC al 95%: 1.1-7.6) per 100.000 nei maschi. Al 31 dicembre 2014 nella Repubblica di San Marino c’erano 67 persone con diagnosi probabile o confermata di sclerosi multipla e questo numero corrisponde a una prevalenza complessiva approssimata di 204.3 (IC al 95%: 158.4-259.5) per 100.000. Anche per questo dato l’articolo fornisce la suddivisione per sesso con i seguenti valori: 288.2 (IC al 95%: 212.4-383.3) per 100.000 nelle femmine e 117.8 (IC al 95%: 70.9-183.7) per 100.000 nei maschi. Gli autori di questa ricerca hanno commentato i loro risultati evidenziando il fatto che la frequenza della sclerosi multipla a San Marino è elevata e sottolineando che l’incidenza della malattia è aumentata sensibilmente nel tempo. L’altro studio del 2018 ha valutato l’epidemiologia della sclerosi multipla nell’area di Roma. Prendendo come riferimento la data del 31 dicembre 2015 gli autori hanno stimato un numero complessivo di 1007 persone con sclerosi multipla confermata secondo i criteri di McDonald. A questo dato corrispondeva una frequenza complessiva di 146.2 (IC al 95%: 119.9-172.5) per 100.000, con valori nei due sessi di 194.1 (IC al 95%: 149.6-238.6) per 100.000 nelle femmine e di 93.0 (IC al 95%: 67.2-118.8) per 100.000 nei maschi. Il rapporto fra femmine e maschi è stato 1.8 e, rispetto all’età, i dati più elevati di prevalenza hanno riguardato le fasce di età 25-34 anni, 35-44 e 45-54. In particolare, la fascia di età con la frequenza più elevata nelle femmine era quella dai 45 ai 54 anni. Anche gli autori di questa ricerca hanno concluso che i dati raccolti hanno confermato che l’area di Roma è ad elevato rischio di sviluppare sclerosi multipla.

Tommaso Sacco

Bibliografia

  • D Bezzini e MA Battaglia. Multiple Sclerosis Epidemiology in Europe. Bench to Bedside, Advances in Experimental Medicine and Biology 958, DOI 10.1007/978-3-319-47861-6_9.
  • MA Battaglia e D Bezzini. Estimated prevalence of multiple sclerosis in Italy in 2015. Neurol Sci (2017) 38:473–479.
  • M Caniglia-Tenaglia e coll. Multiple sclerosis in the Republic of San Marino, Italian peninsula: an incidence and prevalence study from a high-risk area. Neurological Sciences.
  • A Farcomeni e coll. The Prevalence of Multiple Sclerosis in the Metropolitan Area of Rome: A Capture-Recapture Analysis. Neuroepidemiology 2018;50:105–110.
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