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Non è allergia alle api

Trentaquattro storie di disabilità, tutte raccolte dall’AISM di Brescia, sono quelle contenute nel libro Non è allergia alle api, acquistabile presso la loro sede o inviando una mail alla loro segretaria. Trentaquattro voci, corredate da illustrazioni, fra realtà e fantasia, per raccontare con ironia e non solo, il mondo della sclerosi multipla.

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La prima a raccontarsi è Roberta Amadeo, presidente nazionale dell’AISM, che racconta sulle pagine del libro come la passione per lo sport l’abbia fatta rinascere dopo che, ad ottobre 1992, scoprì di avere la sclerosi multipla. La passione per lo sport ce l’aveva da sempre e perché accantonarla per colpa della SM? “Lo sport è sempre stata la mia passione e continuo a praticarlo con entusiasmo”, scrive e ha scelto l’handbike per la “libertà che riesce a farle assaporare” e perché è diametralmente opposta alla sedentarietà tipica della sclerosi multipla. Ogni tappa è una nuova battaglia, ogni vittoria è una dedica a tutti quelli che, come lei, soffrono di sclerosi multipla.

Le trentaquattro storie coinvolgono varie persone affette da SM, c’è chi si paragona a Ulisse, chi a bordo della propria cyclette sogna di percorrere i chilometri del Cammino di Santiago e vede il cartello dei 780 chilometri anche se non si trova né in Francia, né nel Nord della Spagna. Non solo, ci sono anche storie e avventure quotidiane, come quella raccontata da David Buggio che si trova a dover fare la pipì in un’area di sosta in autostrada sotto una pioggia battente senza lasciare il suo bastone.

C’è anche chi scrive dell’organizzazione di un convegno dedicato alla sclerosi multipla e l’alpinismo perché come scriveva George Bernard Shaw: “La missione di ogni uomo consiste nell’essere una forza della natura e non un grumo agitato di guai e di rancori che recrimina perché l’universo non si dedica a renderlo felice”. Anche se il paragone fra la malattia e questa pratica sportiva sembra assurdo, come si sottolinea nel racconto, chi scala una cima ha parecchie cose in comune con chi soffre di sclerosi multipla.

Altri racconti di vita sono dedicati all’essere donna e malata di sclerosi multipla. La stessa autrice e altre pazienti, tutte top model per una sera. Una delle testimonianze più coinvolgenti è quella di suor Maria Luisa Baccini, la religiosa con la sclerosi multipla che scrive: “La limitata libertà del corpo mi ha spalancato ancora di più le porte di una libertà interiore che cerco di trasmettere a chi mi sta accanto”. Suor Maria Luisa porta questa sua esperienza nel suo mese di riabilitazione alla Domus Salutis. La religiosa conclude il suo racconto così: “Sono convinta che la sofferenza sia un’ottima maestra di vita per chi sa ascoltarla e interpretarla. La società, in questo, non ci aiuta, perché affronta spesso la sofferenza in maniera tecnica, cercando di sopprimerla prima di capirne il senso”.

La speranza è l’ultima a morire, anche se sembra una frase fatta. Questo sentimento è quello che affiora leggendo le pagine del libro, citando un racconto di David Buggio: “La disperazione è una grande tentazione, però vi garantisco che la speranza vale qualunque sacrificio”.

Per ordinare il libro potete chiamare lo 030/2305289 oppure scrivere a aismbrescia@aism.it.

Chiara Laganà