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Prima dell’inizio dell’assunzione del dimetilfumarato sono raccomandate valutazioni della funzionalità dei reni, con dosaggio delle concentrazioni nel sangue di creatinina e di azoto ureico nel sangue e con l’esame urine. Si eseguono: un emocromo completo e una verifica della funzione del fegato mediante dosaggio degli enzimi epatici. Gli stessi esami vanno ripetuti dopo tre e sei mesi, dall’inizio della cura, per poter individuare precocemente eventuali alterazioni. Successivamente, le verifiche vanno eseguite ogni tre mesi.

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Gli effetti indesiderati registrati più spesso con il prodotto sono: diarrea, dolori addominali, nausea, vomito, dispepsia. Questi sintomi, per lo più di intensità lieve o moderata, di solito compaiono nelle prime settimane di cura, tendendo poi a diventare più lievi o a risolversi, dopo il primo mese di assunzione. Per ridurre la probabilità di comparsa di questi sintomi, il prodotto deve essere assunto a stomaco pieno. Se i disturbi gastrointestinali sono intensi e persistono, è necessario consultare il neurologo curante, che valuterà la somministrazione di farmaci in grado di controllare i sintomi, o sospendere la cura con il dimetilfumarato. Altri effetti indesiderati frequenti sono: vampate di calore, accompagnate da arrossamento della pelle, cui a volte si associano prurito, bruciore, eritema, ed eruzioni cutanee. Anche questi effetti indesiderati tendono a presentarsi entro il primo mese di assunzione del farmaco, ma possono continuare a verificarsi in modo intermittente durante il prosieguo della terapia. Gli arrossamenti della pelle possono essere gestiti con acido acetilsalicilico e con antistaminici e i disturbi gastrointestinali possono essere controllati con la dieta o con farmaci che agiscono sui singoli sintomi. Il dimetilfumarato può provocare alterazioni della funzione del fegato che si possono manifestare con un aumento della concentrazione delle transaminasi nel sangue. Abitualmente, tali alterazioni consistono in aumenti che non superano di tre volte il valore massimo normale e in meno dell’1% dei casi tale effetto indesiderato ha richiesto la sospensione della terapia. In alcuni soggetti trattati negli studi clinici, si è rilevato un aumento dell’eliminazione delle proteine con le urine. Fra gli effetti indesiderati più rari ci sono anche la riduzione del numero di linfociti nel sangue, l’aumento della concentrazione nelle urine di molecole chiamatechetoni e le alterazioni dei livelli nel sangue di vitamina D e paratormone. In casi molto rari si sono rilevate reazioni allergiche e quadri di anafilassi. Per quanto riguarda lo sviluppo della Leucoencefalopatia Multifocale Progressiva, a oggi questa è stata descritta in 4 persone con sclerosi multipla trattate con dimetilfumarato per la SM, su un totale di oltre 150.000 soggetti che lo hanno assunto.

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