Ciclofosfamide

Ciclofosfamide

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Prima di iniziare il trattamento con ciclofosfamide si eseguono i seguenti esami: marcatori immunologici dell’epatite, quantiferon, emocromo, esame urine e misurazione nel sangue di azoto, creatinina, transaminasi, e gamma-GT. Emocromo, esame urine e misurazione nel sangue di azoto, creatinina, transaminasi e gamma-GT vanno ripetuti prima di ogni nuova infusione.

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Gli effetti indesiderati rilevati più spesso in corso di terapia con ciclofosfamide sono nausea e vomito, che si presentano anche se al prodotto si associano farmaci mirati a evitare o ridurre tali sintomi. Essi compaiono da poche ore a qualche giorno dopo l’assunzione della ciclofosfamide. Anche la cistite è fra gli effetti indesiderati frequenti, perché la molecola può irritare la vescica causando sensazione di bruciore e bisogno di urinare di frequente. Per prevenire la comparsa di questo disturbo, è necessario bere molto, almeno 2 litri di acqua, nelle 24 ore successive alla somministrazione del farmaco. Si rilevano anche riduzioni del numero dei globuli bianchi, delle piastrine e dei globuli rossi. Queste alterazioni tendono a comparire sette giorni dopo la somministrazione del farmaco, raggiungendo di solito i valori minimi dopo 10-14 giorni dall’infusione della ciclofosfamide, per aumentare poi progressivamente e tornare a valori normali entro 21-28 giorni. A queste alterazioni possono corrispondere sintomi come febbre, emorragie o astenia profonda, in presenza dei quali è necessario contattare tempestivamente il medico di riferimento. Sempre fra gli effetti indesiderati frequenti, c’è la perdita di capelli ed eventualmente delle ciglia, delle sopracciglia e dei peli che ricoprono il corpo. Si osservano meno spesso reazioni allergiche al farmaco, che provocano sviluppo di macchie rosse sulla pelle accompagnate da prurito, febbre, brividi, arrossamento della pelle del volto, vertigini, mal di testa, difficoltà a respirare e crisi di ansia. Come altri farmaci dello stesso tipo, la ciclofosfamide può provocare astenia e perdita dell’appetito. Con frequenza variabile, nelle persone che assumono ciclofosfamide, si sono osservate alterazioni a carico dei reni e delle vie urinarie, anche in forma grave come la cistite emorragica. Alcuni casi con gravi danni ai reni hanno avuto come esito finale il decesso. Le già citate alterazioni della produzione di globuli rossi e globuli bianchi, con riduzione del numero di questi elementi del sangue, possono aumentare, a loro volta, il rischio di anemie e infezioni, che possono essere anche molto gravi. Infine, fra gli effetti indesiderati rari della ciclofosfamide, ci sono alterazioni e danni a carico di cuore e polmoni e lo sviluppo di tumori a carico dei reni e delle vie urinarie, della tiroide, del tessuto connettivo e della pelle.

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