Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Domande e risposte su depressione e ansia nella sclerosi multipla

Domande e risposte su depressione e ansia nella sclerosi multipla

1) E frequente che un persona con sclerosi multipla sia depressa o ansiosa?

Nelle persone con sclerosi multipla la depressione può presentarsi con una frequenza fino al 50%, l’ansia è stata rilevata in una percentuale più variabile di casi, dal 19 fino al 90%. Fra le cause di questa variabilità ci sono metodi diversi di individuazione e valutazione del problema e anche il fatto che in alcuni momenti della vita dei malati, come quando viene comunicata la diagnosi o quando si presenta una ricaduta di malattia, è più facile riscontrare modificazioni del tono dell’umore (Per approfondire).

2) Lo stress ha qualche relazione con le alterazioni del tono dell’umore che si presentano nei malati di sclerosi multipla?

Per una persona che ha la sclerosi multipla è in generale molto difficile fronteggiare pensieri ed esperienze in vario modo associati alla malattia. Qualsiasi altro evento che possa provocare stress diventa un’ulteriore sollecitazione che può facilitare la comparsa di episodi di depressione o di ansia. Per questo motivo i malati di sclerosi multipla devono ricevere adeguati supporti, utili a fronteggiare situazioni difficili e pensieri negativi (Per approfondire).

3) Tristezza e depressione, come riconoscere la seconda?

La depressione è una malattia e, in quanto tale, è caratterizzata da segni e sintomi. Una persona con sclerosi multipla che voglia sensibilizzare il suo medico di riferimento a valutare la presenza di una depressione, potrebbe utilizzare un diario nel quale annotare la presenza di alcuni sintomi per un periodo di tempo adeguato (Diario Segni e Sintomi). Analizzando queste informazioni, si potrà concordare se procedere a ulteriori approfondimenti.

4) Quali segni e sintomi sono potenzialmente riferibili alla depressione?

I sintomi da tenere maggiormente d’occhio sono: il dormire troppo o troppo poco, il percepire  un “rallentamento” dei pensieri, l’avere problemi a concentrarsi . Va ricordato, comunque, che solo l’accurata valutazione da parte di un professionista competente può confermare che a provocarli sia veramente uno stato di depressione (Per approfondire).

5) Quali possono essere segni e sintomi riferibili all’ansia?

I sintomi maggiormente riconducibili ad una situazione in cui sia presente ansia sono: l’irritarsi senza un motivo importante, il non riuscire ad addormentarsi o lo svegliarsi spesso di notte, sentire i muscoli molto tesi, avvertire nausea o vertigini (“giramenti di testa”). Tutti questi sintomi possono essere dovuti all’ansia, ma anche ad altre cause. Per questo vanno valutati nell’ambito del quadro generale e analizzati da uno specialista competente (Per approfondire).

6) Perché le persone con sclerosi multipla possono essere depresse?

Le cause sono molteplici e si combinano in vario modo nei diversi soggetti. In generale si crea uno sbilanciamento fra le sollecitazioni alle quali è sottoposta la mente delle persone e la capacità di alcune aree del cervello di bilanciare tali sollecitazioni, reagendo positivamente. Questo, a sua volta può derivare da danni che la sclerosi multipla ha provocato in tali aree. Ci può essere anche un’inadeguata produzione di molecole che, liberate nel cervello, permetterebbero di resistere alle emozioni e alle esperienze negative. Né il malato, né chi lo circonda, né tantomeno chi lo cura devono pensare che la depressione sia un problema di “carattere” o di “cattiva volontà”: è la sclerosi multipla che la provoca (Per approfondire).

7) Perché le persone con sclerosi multipla possono essere ansiose?

In generale, diversi meccanismi psicologici sono alla base della comparsa dell’ansia nelle persone con sclerosi multipla. D’altra parte, alcune ricerche hanno individuato relazioni fra la localizzazione delle lesioni della sclerosi multipla in alcune aree del cervello e la presenza di ansia. Ulteriori conferme sono attese riguardo a queste possibili relazioni (Per approfondire).

8) Può succedere che ansia e depressione non siano individuate tempestivamente nei malati di sclerosi multipla?

Ansia e depressione possono non essere prontamente individuate nelle persone con sclerosi multipla. Le cause alla base di un eventuale ritardo nel riconoscimento di questi problemi, possono essere diverse, ma d’altra parte bisogna anche tenere conto che i sintomi di queste alterazioni del tono dell’umore non sono tanto specifiche da indirizzare con decisione verso la diagnosi. Ad esempio, un aumento della pressione del sangue può avere tante cause e non necessariamente porta il malato o il suo medico a pensare a uno stato di ansia. La mancanza di energia o la tendenza a stancarsi facilmente, spesso sono sintomi caratteristici della sclerosi multipla e lo sono anche dell’ansia. Quale delle due pesa di più nella singola persona? Per chiarire bene il quadro può essere utile un’accurata osservazione dell’andamento di segni e sintomi da parte del malato (Diario Segni e Sintomi), che poi riporterà le informazioni raccolte ad un professionista competente.

9) Ansia e depressione possono essere presenti entrambe in uno stesso soggetto con sclerosi multipla?

L’associazione fra ansia e depressione si può manifestare in una stessa persona e questi quadri sembrano più frequenti nei casi in cui la malattia è più grave e dura da tanto tempo.

10) Come si curano ansia e depressione nei malati di sclerosi multipla?

Molto spesso le due alterazioni del tono dell’umore si curano mediante l’associazione di una terapia  farmacologica e di approcci psicologici specifici. Ancora prima di curare, sarebbe opportuno prevenire la comparsa di alterazioni del tono dell’umore, fornendo ai malati il supporto di professionisti competenti, fin dal momento della diagnosi, poichè questo rappresenta un passaggio chiave della vita del malato.

Nella sezione Depressione e ansia nella sclerosi multipla troverete anche:

Potrebbe interessarti anche…

Sezione a cura della Prof.ssa Marinella Clerico, Ricercatore in Neurologia dell’Università di Torino

Contatta l'esperto

CONTATTA L'ESPERTO

Ricevi le risposte ai tuoi quesiti

Fai una domanda
Iscriviti alla newsletter

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Ricevi gli aggiornamenti

Iscriviti