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Depressione e ansia nella sclerosi multipla

Depressione e ansia nella sclerosi multipla

Nei malati di sclerosi multipla, fin dal momento della diagnosi, è frequente che problemi psicologici e psichiatrici si associno a quelli più direttamente riferibili alla malattia, peggiorando ulteriormente la qualità della vita. Tali problemi sono spesso di lieve entità e non così evidenti da suscitare l’attenzione delle persone che li manifestano e dei medici che le hanno in cura e perciò sfuggono a una diagnosi precoce. D’altra parte, il fatto che questi problemi non vengano riconosciuti appena compaiono, quando sarebbe più facile curarli, può creare difficoltà  anche nelle fasi successive della malattia.  Medici e ricercatori hanno condotto molti studi in questo campo e, nonostante alcuni limiti degli studi realizzati, è emerso con chiarezza che, nelle persone affette da sclerosi multipla, la depressione e l' ansia si manifestano molto frequentemente. Queste due condizioni si definiscono alterazioni del tono dell’umore. Nel campo della psicologia, l’umore è un concetto che esprime il modo in cui una persona sviluppa emozioni come gioia, dolore, rabbia, irritazione o paura. A seconda dell’umore, o meglio del tono dell’umore, che l'individuo manifesta, può reagire con emozioni prevedibili e proporzionate agli stimoli che riceve, o, viceversa, può sviluppare e mostrare reazioni inadeguate. Esiste poi una serie di altri quadri psicologici o psichiatrici che, più raramente, si possono rilevare nei soggetti con sclerosi multipla. Tali quadri saranno trattati in futuri approfondimenti di questa sezione. Nel frattempo, chi avesse dubbi o quesiti su problemi psichiatrici “maggiori” può chiedere spiegazioni e chiarimenti sottoponendo un quesito all’esperto responsabile di questa sezione del sito.

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L'obiettivo di queste schede è quello di fornire le minime informazioni indispensabili per comprendere in cosa consistono questi disturbi, perché e in quale misura essi si associno alla sclerosi multipla. Verranno proposti, inoltre, anche metodi per “osservarsi” con l’obiettivo di rilevare segni e sintomi precoci, eventualmente riconducibili alle alterazioni del tono dell’umore, da riferire al medico di riferimento.

Il ruolo dello stress

La comparsa di alterazioni del tono dell’umore e di altre patologie psichiatriche nella persona con sclerosi multipla può essere favorita dal sovrapporsi di una condizione di stress. Con il termine inglese di stress si indica un’insieme di reazioni di adattamento, del fisico e della mente, con le quali l’organismo reagisce alle sollecitazioni che riceve dall’ambiente che lo circonda. Tali sollecitazioni si definiscono eventi stressanti. Gli eventi stressanti possono essere positivi oppure negativi: una grande gioia infatti può essere considerata, per esempio, un evento stressante, ma sopratutto quelli negativi, possono indurre nell’organismo alterazioni della funzionalità dell'individuo ed anche eventuali danni organici. In una persona che già sostiene il peso di una malattia come la sclerosi multipla, eventi stressanti, come la perdita del lavoro o la separazione da una persona cara, con lo stress che ne consegue, possono diventare decisivi nel determinare la comparsa di problemi psicologici o psichiatrici.

Fra i supporti che si possono fornire ai malati, c’è l’insegnamento di tecniche che permettono di fronteggiare e gestire lo stress, allo scopo di evitare che esso sviluppi i suoi effetti negativi, o almeno di limitarne l’impatto. Nel Diario Segni e Sintomi, è possibile registrare informazioni che aiutano a comprendere se si è sviluppata una condizione di stress. Inoltre, in una scheda successiva si forniranno indicazioni su come fronteggiare meglio lo stress.

I principali quadri in sintesi

La depressione è una modificazione del tono dell'umore caratterizzata da un insieme di sintomi che riguardano le funzioni cognitive, i comportamenti, il funzionamento di vari apparati dell’organismo e le manifestazioni dell’affetto. La presenza contemporanea di tutte queste alterazioni, ma anche solo di alcune di esse, diminuisce il tono dell’umore, in maniera da lieve a grave. Questo, a sua volta, ha effetti più o meno negativi su come una persona "funziona" e su come essa vive i rapporti con gli altri, ovvero conduce la sua vita sociale. Ciò significa che un individuo depresso non è solo “triste”, ma presenta una serie di sintomi, più o meno evidenti e più o meno gravi, che dipendono da specifiche alterazioni della mente e del corpo.

La depressione si presenta in diverse forme. A volte si manifesta in un unico episodio, che poi si risolve definito, appunto, episodio depressivo. Se gli episodi di depressione si ripetono nel tempo, si parla di disturbo depressivo. Sia l’episodio, che il disturbo, depressivi possono essere più o meno gravi. Se la seconda delle due forme arriva a interferire con il modo in cui una persona ha rapporti con gli altri, assume la definizione di disturbo depressivo maggiore.

L’ansia, secondo la definizione dell’Associazione Americana di Psicologia, è: un’”emozione” caratterizzata dalla percezione di tensione nervosa, pensieri preoccupanti e modificazioni di funzioni fisiche come l’aumento della pressione arteriosa”. Tale “emozione” generalemnte deriva dall’attesa di future minacce o conflitti riguardanti, soprattutto, la motivazione del soggetto. Nella persona ansiosa, i pensieri conducono alla apprensione per il futuro che verrà e il fisico subisce quelle modificazioni tipiche di quando ci si prepara ad una  una situazione di crisi. L’ansia potrebbe essere confusa con la paura, ma la differenza è che quest’ultima rappresenta una risposta a una minaccia presente, mentre l’ansia si sviluppa perché la persona “si aspetta” che possa succedere qualcosa di negativo. A questa differenza ne consegue un’altra, che riguarda la durata. Quella della paura ha comunque un limite, correlato all’evento che la provoca, mentre la durata dell’ansia è potenzialmente illimitata. E’ bene ricordare che le modificazioni riguardanti i vari apparati dell’organismo, come gli aumenti della pressione del sangue, della frequenza dei battiti del cuore e di quella del respiro, si presentano in maniera simile in situazioni di ansia e in situazioni di paura. Tali modificazioni sono reazioni normali che l’organismo mette in atto come forma di difesa. Si potrebbe anche dire che l’ansia stessa, entro certi limiti, può essere una normale reazione della mente a certe sollecitazioni e che diventa una malattia quando raggiunge un eccessivo livello di intensità e di durata.

L’ansia si può quindi manifestare con diversa intensità e anche sotto varie forme: ansia da separazione, ansia sociale, attacchi di panico, fobie e disordine da ansia generalizzata.

In questa sezione troverete:

Sezione a cura della Prof.ssa Marinella Clerico, Ricercatore in Neurologia dell’Università di Torino

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