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L’ansia nella sclerosi multipla

L’ansia nella sclerosi multipla

Frequenza

Rispetto alla depressione, l’ansia associata alla sclerosi multipla, è stata oggetto di un minore numero di ricerche, nonostante anch’essa rappresenti un importante problema per i malati. La sua frequenza varia moltissimo a seconda della casistica che viene considerata, ma i dati presenti nella letteratura scientifica, che vanno da un 19 ad un 90%, amplificano probabilmente tale variabilità, forse perché gli studi che li hanno raccolti hanno impiegato metodi diversi per individuare il problema. Prendendo in considerazione il momento della diagnosi, molto critico nella vita delle persone con sclerosi multipla, alcune ricerche hanno dimostrato la presenza dell’ansia nel 34% dei malati e nel 40% dei loro coniugi. Seguendo per due anni persone alle quali è stata comunicata una diagnosi di sclerosi multipla e i rispettivi coniugi, si è osservato che, anche dopo un anno da quel momento il livello di ansia delle prime e dei secondi è rimasto comunque molto alto. Un’altra ricerca ha rilevato che forme di ansia di qualsiasi tipo erano presenti nel 36% dei malati di sclerosi multipla e, in particolare, il disturbo d’ansia generalizzato riguardava il 10% dei soggetti. I fattori che sembrano aumentare il rischio della comparsa dell’ansia sarebbero: il sesso femminile, la presenza concomitante di depressione e un inadeguato supporto sociale. Abbastanza frequente è anche l’associazione fra ansia e depressione e ambedue le alterazioni del tono dell’umore sarebbero, secondo alcuni esperti, associate non al grado di attività della sclerosi multipla, ma alla durata e alla gravità della malattia. Altri fattori che aumenterebbero, secondo la letteratura, il rischio di comparsa dell’ansia nelle persone con sclerosi multipla sono rappresentati dalla presenza in famiglia di problemi psicologici e psichiatrici e l’abuso di bevande alcoliche.

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 “Cosa provoca cosa”

I sintomi con i quali si può manifestare l’ansia in generale, si presentano anche con frequenza variabile quando il problema riguarda le persone con sclerosi multipla:

  • facile affaticamento
  • dolori muscolari
  • mani che tremano
  • irritabilità eccessiva
  • sudorazione troppo abbondante
  • sensazione di mancanza d’aria,
  • vampate di calore.

Frequenti sono anche l'aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, già citati a proposito dell’ansia in generale. Altre manifestazioni, quali le vertigini, la difficoltà a mantenere una posizione stabile, svenimenti e sensazione che le gambe non reggano, possono essere provocate dall’ansia, ma anche dalla sclerosi multipla stessa. Per tali motivi è molto difficile stabilire, di volta in volta, quale sia l’origine del disturbo d'ansia. La stessa considerazione riguarda il riscontro di cefalea (mal di testa), nausea, difficoltà a deglutire e tensione anormale dei muscoli. Anche per tutti questi sintomi è molto difficile stabilire se sono più probabilmente provocati dalla sclerosi multipla,dall’ansia o da una concomitanza di entrambe. Per tali motivi, è importante che le persone con sclerosi multipla, nelle quali questi sintomi si presentino, siano valutate da un punto di vista psicologico. Uno strumento utile può essere il Diario Segni e Sintomi che il malato può compilare, per un determinato periodo di tempo, annotando presenza e gravità di segni e sintomi. Il diario diventerà una “storia” del quadro psicologico che aiuterà il medico di riferimento a programmare eventuali ulteriori approfondimenti.

Nelle persone con sclerosi multipla il livello dell’ansia può variare nelle diverse fasi della malattia, come segnalato in precedenza. Il livello dell’ ansia, quando presente, tende a essere molto alto al momento della diagnosi, ma anche quando si presentano le ricadute oppure se il grado di disabilità peggiora o non migliora dopo una ricaduta. Il livello di ansia generalmente diminuisce nelle fasi di remissione e se il soggetto compensa le sollecitazioni psicologiche alle quali è sottoposto per opera della malattia. Da segnalare anche la possibile associazione fra ansia e alterazione delle funzioni cognitive, in quanto i due problemi si possono sommare e, se non affrontati adeguatamente, dare luogo a circoli viziosi e quindi a situazioni cliniche più complesse.

Varie ricerche hanno dimostrato che il livello di ansia provocato dalla sclerosi multipla ha un effetto molto rilevante sulla qualità della vita dei malati. Tale effetto può essere diretto o indiretto. Infatti, l’ansia, di per sé, può determinare un malessere che diminuisce la qualità della vita ma, secondo alcuni esperti, essa può peggiorare sintomi come l’astenia e questi, a loro volta, penalizzare la qualità della vita.

I meccanismi

Alla base dell’associazione fra sclerosi multipla e ansia c’è sicuramente un meccanismo psicologico innescato dal senso di incertezza che la prima, per il suo andamento variabile e non prevedibile, suscita nella mente dei malati.

Alcuni studi eseguiti negli ultimi anni hanno dimostrato, sia in animali di laboratorio sia nell’uomo, le relazioni fra la localizzazione del danno provocato dalla sclerosi multipla in particolari zone del cervello e livelli di ansia particolarmente elevati. Ulteriori approfondimenti aiuteranno a chiarire i meccanismi “biologici” dell’ansia che si presenta nei malati di sclerosi multipla.

La diagnosi e le cure

Per individuare l’ansia, sarebbe opportuno che i malati di sclerosi multipla fossero sottoposti a una valutazione psicologica, che comprenda anche la somministrazione di appositi questionari. Essi, mediante semplici calcoli,, permettono di ottenere punteggi che sono indicativi della presenza e della gravità dell’ansia. Una volta individuate le dimensioni del problema, l’ansia potrà essere trattata e gestita sia con farmaci sia con cure non farmacologiche. Fra queste ultime, è stata dimostrata una buona efficacia di una terapia  definita cognitivo-comportamentale e approcci che hanno come obiettivo il rilassamento.

La sclerosi multipla è una malattia cronica che accompagna il malato lungo tutta la sua vita e lo mette alla prova anche da una punto di vista psicologico. E' stato ampiamente dimostrato come le cure disponibili migliorino l’andamento della malattia e rallentino l’evoluzione della disabilità. Tuttavia, la mente delle persone con sclerosi multipla è sollecitata da pensieri negativi e quindi è indispensabile fornire loro un supporto che sia utile per imparare a convivere con queste problematiche e a compensarne gli effetti per evitare che determinino un livello di ansia tale da limitare la qualità della vita dei malati.

Di seguito trovate il link alla DASS-21 (che si costituisce di 21 domande): la Depression Anxiety Stress Scales 21 che rappresenta la forma breve e più immediata rispetto a quella originaria, la DASS-42 (che si costituisce di 42 domande). Diversi sono i vantaggi di questa scala, il primo consiste nel fatto che sia autocompilativa, il secondo che è multidimensionale ovvero valutativa dei 3 ambiti che si vogliono indagare (ansia, depressione e stress) contemporaneamente. Per valutare dunque l'eventuale presenza di uno, due o tutti e tre questi problemi vi chiediamo di provare ad autocompilare la scala DASS-21, l'esperto provvederà poi a valutarla e a dare un ritorno.

Link alla DASS-21

Nella sezione Depressione e ansia nella sclerosi multipla troverete anche:

Sezione a cura della Prof.ssa Marinella Clerico, Ricercatore in Neurologia dell’Università di Torino

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