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XVI Congresso AIOM: presentate le Linee Guida sul tumore del colon e del retto

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XVI Congresso AIOM: presentate le Linee Guida sul tumore del colon e del retto

Il 26 ottobre 2014, in occasione del XVI Congresso dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), sono state presentate le nuove Linee Guida per la gestione del tumore del colon e del retto. Il documento contiene aggiornamenti sul percorso di diagnosi e sui protocolli di cura, in particolare per quanto riguarda ll’impiego delle terapie a bersaglio.

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Della genesi delle Linee Guida si è già detto in un altro aggiornamento dal XVI Congresso dell’AIOM. Quelle sul cancro del colon e del retto hanno presentato più novità rispetto a quelle sul tumore del polmone.

La sessione dedicata alla presentazione di queste Linee Guida è stata aperta da Lisa Salvatore di Pisa che ha passato in rassegna i principali aggiornamenti di questa edizione, rispetto a quella del 2014. Ha descritto innanzitutto il metodo di produzione e di presentazione del documento, spiegando che si è proceduto a unificare il metodo stesso fra tutte le Linee Guida dell’AIOM e ad applicarne uno di riconosciuta validità, utilizzato da altre prestigiose Istituzioni a livello internazionale. Tale metodo ha prodotto raccomandazioni, riguardanti la gestione del cancro del colon e del retto, nelle quali si specifica, sia la qualità dell’evidenza scientifica sulla quale ciascuna raccomandazione è basata, sia la forza che alla raccomandazione viene attribuita. In questo modo il medico che fa riferimento alle Linee Guida ha una chiara idea di quanto “robuste” siano le prove sulle quali si fondano le indicazioni che gli vengono fornite.

La prima raccomandazione delle Linee Guida descritta dalla relatrice è stata quella riguardante l’analisi della mutazione RAS che, ha sottolineato, deve essere eseguita “al momento di intraprendere un trattamento per un cancro del colon-retto con metastasi". Lisa Salvatore ha enfatizzato questo approccio ricordando i vantaggi che ci sono, in termini di risultati, orientando la terapia in base alla presenza o meno della mutazione, cioè della variazione, del gene RAS. Questa raccomandazione è dedicata in prima istanza agli oncologi, ma riguarda anche i malati, che dovrebbero essere consapevoli della necessità di avere questa informazione al momento di scegliere la cura.

La relatrice ha anche segnalato il problema della disponibilità dei farmaci più innovativi ed efficaci, che spesso sono i più cari, come conseguenza dei tagli ai bilanci delle Regioni e dei ritardi nell’approvazione di alcune nuove molecole da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Ha quindi riportato diverse raccomandazioni relative a queste molecole innovative, evidenziando come alcune delle cure che vi sono riportate sono rimborsate dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) e altre no. E questi sono i casi nei quali il SSN dimostra di non saper razionalizzare l’impiego delle risorse che ha a disposizione, ma solo di saperle razionare (Vedere notizie: L’assistenza sanitaria nelle malattie più gravi è uguale per tutti. O no?; Il 2014 sarà l’anno del razionamento delle cure oncologiche?)

La relazione successiva è stata dedicata alle forme familiari di cancro del colon-retto, che richiedono approcci specifici per il controllo nel tempo dei membri delle famiglie nelle quali si presentano. Questo permette di formulare diagnosi sempre più precoci di queste lesioni, come condizione per ottenere importanti successi terapeutici. In particolare è stata descritta la Sindrome di Lynch, che comporta non solo il ripetersi di tumori del colon-retto in una stessa famiglia, ma anche un aumentato rischio di sviluppare altre forme di cancro, ad esempio a carico dell’apparato genitale femminile. Nelle persone con Sindrome di Lynch, l’esecuzione di un’endoscopia del colon e del retto ogni anno può ridurre il rischio di decesso del 72% e può essere raccomandato un intervento chirurgico allo scopo di prevenire lo sviluppo di tumori dell’apparato genitale femminile. L’endoscopia del colon e del retto consiste nell’inserimento in questi tratti dell’intestino, attraverso il canale anale, di un endoscopio, un tubo sottile contenente fibre ottiche e una sorgente luminosa. Le fibre ottiche trasmettono l’immagine della cavità dell’intestino verso una telecamera che permette di vederla su uno schermo. L’endoscopio permette anche l’utilizzo di piccoli strumenti chirurgici, con i quali si possono asportare i polipi e raccogliere campioni da sottoporre a biopsia.

Le ultime due relazioni della sessione hanno riguardato la cura delle forme più gravi di tumore del colon-retto, vale a dire quelle con metastasi e quelle che progrediscono nonostante le cure. Senza entrare nel dettaglio degli aspetti trattati, un messaggio che si è evinto da queste presentazioni è che forse, in un prossimo futuro, grazie alle evidenze che vi stanno raccogliendo sui farmaci più mirati e moderni, si potrebbe superare lo schema attuale che distribuisce i prodotti disponibili fra le cure di primo, secondo e terzo livello. Si potrebbe passare a impiegare in prima battuta cure più potenti ed efficaci. Questo eviterebbe che insuccessi delle terapie di primo livello, che comportino una rapida evoluzione del quadro e purtroppo, a volte, il decesso del malato, privino di cure efficaci soggetti che, invece, se ne sarebbero potuti giovare ricevendoli in prima battuta. Ovviamente, è stato precisato, questo non vuol dire usare i farmaci in modo azzardato, perché la massima attenzione va comunque dedicata alla sicurezza delle cure. Piuttosto, il vero limite all’applicazione di un approccio di questo tipo potrebbe venire dai tagli ai bilanci di Aziende Sanitarie e ospedali, perché i trattamenti oggi proposti al secondo e terzo livello di cura costano di più di quelli usati al primo livello e anticiparne l’impiego richiederebbe più risorse.

Tommaso Sacco

Fonte: Congresso Nazionale AIOM