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Voltati, Guarda, Ascolta, le straordinarie vite e le battaglie delle donne con tumore al seno metastatico raccontate in TV

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Voltati, Guarda, Ascolta, le straordinarie vite e le battaglie delle donne con tumore al seno metastatico raccontate in TV

Il contest My Way - Storie che ispirano è rivolto a tutte le donne che hanno avuto una diagnosi che cambia la vita, quella di tumore al seno metastatico. È una delle iniziative di Voltati. Guarda. Ascolta. una campagna nazionale nata nel 2017 dedicata alle donne colpite da questo cancro. Le storie che saranno caricate sul sito del contest saranno raccontate in una trasmissione televisiva in onda su La7, condotto da Paola Marella.

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La campagna e la novità del contest sono stati presentate qualche giorno fa, con la promozione di Pfizer e con il patrocinio di Fondazione AIOM, in collaborazione con Europa Donna Italia e Susan G. Komen Italia. Si vuole dare voce alle tante donne colpite dal tumore al seno metastatico, il cancro più diffuso fra le donne, con circa 1 milione 700 mila nuovi casi ogni anno. Con la campagna Voltati. Guarda. Ascolta. sono le donne stesse ad aiutare le altre: “Le guerriere si tendono la mano, si aiutano altre compagne a vivere questa crociata per se stesse e per le altre”, come ha sottolineato Rosanna D’Antona la presidente di Europa Donna, movimento da anni impegnato in prima linea per la prevenzione e la cura del tumore al seno. 

La diagnosi può essere effettuata in vari modi, con un esame clinico al seno, mammografia, ultrasuoni, risonanza magnetica o biopsia. Una volta avuto l’esito assume un ruolo fondamentale il ruolo dello psico-oncologo, come ha sottolineato il professore Riccardo Masetti, presidente di Susan G. Komen Italia e il direttore del Centro Integrato di Senologia del Policlinico Gemelli: “Ogni centro dovrebbe averlo fra i supporti offerti, è una figura importante” e ha poi lodato il progetto Voltati. Guarda. Ascolta. perché “è un progetto che ha rotto l’isolamento e ha fornito alle pazienti strumenti per rimanere ingaggiate nella vita e relazionarsi con loro e con gli altri”.

La dottoressa Maria Vittoria Dieci dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova ha sottolineato l’importanza dello screening e degli esami diagnostici per “prendere” in tempo il tumore metastatico al seno, che è stata una causa di morte per 560mila donne (dati del 2015): “La prevenzione e l’aderenza allo screening sono fondamentali, così come la prevenzione primaria e lo stile di vita, bisogna focalizzandosi su quello che ogni donna può fare da sé”.

La presentazione di Voltati. Guarda. Ascolta. è continuata con le parole di Paola Cornero, una paziente che sta concludendo un percorso di cura iniziato 4 anni fa e che nell’ultimo periodo è stata anche colpita dal Covid-19. Profondamente restia a usare la propria immagine per campagne simili, Paola ha deciso di mettersi in gioco: “Ho operato un grande cambiamento in me stessa, non amo apparire neanche nelle foto di fine anno a scuola! Su di me ho fatto un lavoro di auto consapevolezza e auto accettazione e hanno usato la mia immagine per uno scopo a cui tengo tantissimo”.

Paola ha deciso di mettersi a nudo raccontando al sua malattia: “Ho passato i primi 6 mesi terribili, i professionisti mi hanno detto la parola giusta nel momento giusto: la malattia era trattabile quindi non sarei morta subito. Il mio carattere mi ha aiutato nei momenti di grande rabbia, non ho mai pensato a me, ma ho perso una delle mie più care amiche per il cancro. Ho portato avanti famiglia e lavoro con tempi che dettavo io. Sono entrata in Europa Donna e ho fondato la mia associazione, Amiche per mano, perché potevo sedermi sul divano e aspettare di morire lamentandomi... oppure mettermi a lavorare per la causa”. Nell’associazionismo, Paola ha trovato una nuova forza che l’ha aiutata anche a superare il Covid-19.

La sua storia ha ispirato molte donne fra le quali anche Paola Marella, scelta come presentatrice della trasmissione televisiva che andrà in onda su La7, fermamente convinta che i traguardi e le vite di queste donne eccezionali debbano essere raccontati in TV: “Essere guerriere fa parte della cura, se raccontati, questi traguardi possono essere di grande aiuto, devono essere divulgati perché questo può aiutare”.

Il docu-reality sarà basato sulle storie raccolte online e sarà diretto da Simona Cocozza: “Vogliamo parlare di donne, la malattia non è un muro, ma un ostacolo da superare con traguardi da raggiungere. Affronteremo le storie rispettando pazienti e vissuto, da donna mi sento coinvolta in queste storie. Questo programma non è indirizzato a chi vive questa sfida, ma è un sostegno per tutto il pubblico femminile, attraverso la prevenzione le donne acquisiscono la consapevolezza del proprio corpo. Il linguaggio televisivo veicola positività e non leggerezza”.

Le storie saranno raccolte e rielaborate da Gaia Musacchio: “Molte donne non sanno come affrontare la situazione, colpisce tutte le persone che vivono intorno al malato e avrebbero bisogno di sostegno, bisogna dare fiducia e sapere che ci sono altre persone”.

Fino al 26 luglio si potrà raccontare la propria storia online per partecipare al contest My Way - Storie che ispirano e ispirare le vite di altre donne.

Chiara Laganà