Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Vivere, che rischio: la vita di Cesare Maltoni in un documentario

Notizia |time pubblicato il
Vivere, che rischio: la vita di Cesare Maltoni in un documentario

La vita di Cesare Maltoni è al centro del documentario Vivere, scritto e diretto da Michele Mellara e Alessandro Rossi. Il celebre oncologo, uno dei padri della cancerogenesi in ambito ambientale e industriale, viene raccontato intimamente dai suoi colleghi di laboratorio, dai ricordi della sua vita, partendo dal suo ultimo giorno: il 22 gennaio 2001 quando morì d’infarto mentre ascoltava un vecchio disco di Milva sulla sua poltrona preferita.

Potrebbe interessarti anche…

Una carriera iniziata giovanissimo con esperienze arricchenti come quella di Chicago e all’American Cancer Society. Tornato in Italia, nel 1964 diventa primario dell’Istituto di Oncologia di Bologna e si occupa prevalentemente del Consultorio Oncologico Felice Addari, qui attua la sua prima rivoluzione: gli screening di massa per combattere i tumori al collo dell’utero.

Screening e diagnosi precoce per tutte le donne di Bologna e provincia che dà il via al lancio del Bentivoglio Project ispirandosi alle idee del francese Antoine Lacassagne. Maltoni e il suo team spostano laboratori e studi nel castello abbandonato di Bentivoglio. Il progetto, avviato il 1° luglio 1971, permetterà in soli due mesi a Maltoni e al suo team di dimostrare con la morte dell’operaio Ennio Simonetto, ucciso da una rarissima forma di cancro, l’angiosarcoma epatico che Maltoni aveva studiato in alcuni ratti, l’alta cancerogenità dei materiali usati nell’industria petrolchimica

Moltissimi dei ratti su cui faceva esperimenti non venivano uccisi, come racconta lui stesso nel documentario distribuito in sala da I Wonder. Sono ben 7000 i topi bianchi di laboratorio che Maltoni ha mantenuto in vita, aspettando che morissero per cause naturali.

Dopo la scoperta che lo rese il nemico numero delle industrie petrolchimiche, Maltoni capì che bisognava ampliare gli studi sull’amianto, gli idrocarburi alogenati e sul benzene. Ricerche che compì nonostante le minacce fino a quando il suo istituto venne chiuso per mancanza di fondi. Nel 1997 lasciò il Sant’Orsola, iniziò la creazione di una struttura all’avanguardia in Italia e in Europa, Il Dolce Rifugio, la prima struttura pensata per pazienti e famiglie per affrontare l’ultimo step nella lotta al cancro: quello della terapia del dolore.

Un pioniere e un outsider, un uomo di provincia che riuscì a combattere in prima linea il cancro raccontato in tutta la sua semplicità, come la sua passione per la voce di Milva e i libri di D. H. Lawrence. Dopo il passaggio in sala, Vivere, che rischio è disponibile on demand su Sky.

Chiara Laganà